giovedì 21 gennaio 2016

Imprese e Social Marketing: un legame di successo...

Email, sito Web, Social marketing: il successo delle imprese è frutto di ingredienti che, sapientemente combinati tra loro, sono capaci di far lievitare il fatturato oltre ogni aspettativa.

Secondo un’indagine condotta da Co.Mark, infatti, una corretta campagna Dem (Direct Email Marketing), un sito Web nella top 5 delle parole chiave e una efficace strategia di Social Media Marketing possono legarsi ad un terzo del fatturato aziendale, portando il marketing oltre le frontiere tradizionali.

La società bergamasca ha realizzato uno studio su alcune PMI della subfornitura plastica, cercando una relazione tra quote di fatturato e politiche commerciali messe in atto. Il marketing tradizionale resta maggioritario, ma sembrano in costante crescita le imprese trainate dall’utilizzo del giusto mix del social marketing.

IL SITO WEB – Si tratta di un fondamentale strumento, deve essere costantemente aggiornato ed utilizzato al fine di curarne la posizione e balzare sempre nella top list dei motori di ricerca. L’azienda può utilizzare software autonomi o anche professionisti specializzati a cui appaltare l’attività, a patto di comprendere le reali potenzialità che questo può offrire al proprio successo.

LE MAIL – La comunicazione via mail riveste un ruolo di primaria importanza, purché si tratti di messaggi sintetici e dotati di un contenuto preciso e intrigante, oltre che funzionale a ricevere informazioni di interesse.

I SOCIAL – Stesso discorso, ovviamente, per il comparto Social. In questo ambito, se Facebook e Twitter si rivelano autentici fari delle campagne di Social Marketing, una particolare menzione va di diritto a Linked In: è tramite il social network del lavoro, infatti, che le imprese incrementano la propria visibilità e riescono allo stesso tempo a cercare in tempi rapidi le risorse umane di cui necessitano. Un particolare rilevante, se si tiene conto della rapidità con cui si muove il mercato da tutti i punti di vista.

Come spiega Andrea Giorgi, della Giorgi Engineering di Milano, nel giro di sei mesi le aziende hanno imparato ad utilizzare correttamente le leve di social media marketing, hanno iniziato rapidamente ad assumere tramite Linked In, e si sono dotate del temporary manager: si tratta di una nuova figura professionale, figlia dell’evoluzione in atto, che si occupa della cura dei contatti tramite email mirate, delle newsletter e della gestione del posizionamento. Sebbene sia presto per parlare di risultati, è comunque possibile parlare di un aumento dell’efficacia e di un risparmio in termini di costi e tempo da dedicare alle procedure.

Uno studio che dimostra, laddove ce ne fosse ulteriormente bisogno, l’importanza strategica di una corretta campagna di Social Marketing: aspetti che nessuno è più in grado di ignorare e che si candidano sempre più al ruolo di guida nella ricerca di un successo aziendale solido e duraturo.


(fonte insidemarketing.it)

lunedì 18 gennaio 2016

La pubblicità online sta cambiando ma non servono nuove regole...

In Inghilterra l’Advertising Standards Authority (Asa), l’autorità che regolamenta e controlla la pubblicità (sui media e non solo) ha chiesto e ottenuto la rimozione di un contenuto apparso su Buzzfeed Uk, l’edizione locale del celebre sito di news e intrattenimento statunitense che secondo alcune stime varrebbe 1,5 miliardi di dollari.

Il motivo dell’azione è una comunicazione poco trasparente verso i lettori. Il 7 ottobre 2015 Buzzfeed Uk aveva pubblicato l’articolo, ora rimosso, “14 Laundry Fails We’ve All Experienced” (14 esperienze negative in lavanderia che tutti noi abbiamo vissuto). Come accade per diversi contenuti di Buzzfeed, questo era sponsorizzato: nello specifico da Dylon, azienda del gruppo Henkel.

Il modello di business di Buzzfeed, infatti, non prevede i classici banner ma articoli sponsorizzati dagli inserzionisti. In questo modo è possibile sfruttare la grande comunità che segue la media company americana sui vari social network, primo fra tutti Facebook: al contrario di un banner, un articolo può essere socializzato e questo rende felici gli investitori che attraverso Buzzfeed raggiungono, con i loro brand, tantissimi utenti.

Tornando a “14 Laundry Fails”, come al solito (e come logico) Buzzfeed aveva segnalato il nome dell’investitore, Dylon appunto. Ma, mentre in homepage era segnalato “promosso da”, nella pagina del contenuti l’etichetta era “brand publisher”: inoltre, nell’articolo si parlava anche dei prodotti Dylon per evitare i 14 incidenti. Asa ha quindi contestato a Buzzfeed di non essere stata sufficientemente chiara, soprattutto perché – proprio grazie ai social media e ai motori di ricerca – non è più scontato che gli utenti arrivino alla pagina di un articolo attraverso la homepage. Buzzfeed ha fatto notare che ancora non esistono delle regole chiare per questo genere di contenuti sponsorizzati (branded content) o promozionali (native advertising), che stanno acquisendo sempre più importanza anche per la crescita degli strumenti di ad-blocking che consentono ai lettori di rimuovere i banner dagli articoli.

Il punto è proprio questo. In un mercato pubblicitario che sta velocemente cambiando, soprattutto sul digitale, è necessario rivedere e aggiornare le norme che regolano le inserzioni pubblicitarie e – in generale – i rapporti che legano editori e investitori.

Ma non servono nuove regole di cui ogni tanto si parla. Un settore come quello dei media in rapida mutazione non necessita di lacci che ne frenerebbero lo sviluppo. E la velocità del cambiamento renderebbe delle regole già vecchie prima di entrare in vigore. Basterebbe solo applicare del buon senso, avendo chiare due cose: 1) siamo in un mercato globale dove per esempio anche player stranieri pubblicano articoli sponsorizzati in italiano; 2) è necessario essere trasparenti per tutelare i lettori e la qualità dell’informazione, anche quella degli inserzionisti.

(fonte wired.it)

giovedì 14 gennaio 2016

Come si muoverà il mercato dell’advertising nel 2016...

Il mondo della pubblicità sarà interessato da un'importante crescita nel 2016, con un focus particolare riguardante i media digitaliQuali saranno gli scenari futuri che interesseranno il mondo dell’advertising?

Magna Global, la strategic global media unit del gruppo IPG Mediabrands, ha rilasciato negli scorsi giorni l’ultima edizione del report relativo alle previsioni del mercato della pubblicità per il 2016. 
Nel suo rapporto sul mercato della pubblicità globale, Magna Global ha previsto che nel 2016 il mercato mondiale dell’advertising crescerà grazie alla stabilizzazione dell’economia e alla spesa incrementale generata da eventi non ricorrenti, come le elezioni negli Stati Uniti, gli Europei di calcio e le Olimpiadi in Brasile.
La crescita relativa alla vendita di spazi pubblicitari è stimata al +4,6% per un totale di 536 miliardi di dollari. In Italia, nel 2016, la crescita dei media digitali e la ripresa delle tariffe tv incideranno positivamente sulla spesa riguardante la voce pubblicità: +2,4%.

Scopriamo ora insieme quali saranno i principali trend e i paesi interessati, nell’ormai imminente 2016.

Nel 2015 in Europa Occidentale i ricavi pubblicitari sono cresciuti per il secondo anno consecutivo (+2,9%) per un totale di 110 miliardi di dollari. La crescita più forte è stata registrata nel Regno Unito (+6,4%) e in Spagna(+8,8%), dove la spesa relativa alla televisione e ai media digitali continua a crescere. Altri mercati di grandi dimensioni come la Germania e l’Olanda sono cresciuti moderatamente (rispettivamente +2% e +3%), mentre l’Italia e la Francia restano sostanzialmente fermi. Il Regno Unito ha superato la Germania per diventare il più grande mercato europeo relativo agli annunci pubblicitari e il quarto più grande mercato pubblicitario al mondo, dopo gli USA, la Cina e il Giappone.

Nel 2016 il mercato europeo trarrà beneficio dell’evento della Coppa UEFA, ospitata in Francia, che dovrebbe guidare la crescita della spesa relativa al mercato adv.
Secondo le previsioni, i ricavi pubblicitari aumenteranno del +2,5% ($113,4 miliardi).
Ancora una volta il Regno Unito, la Spagna e la Germania saranno i maggiori protagonisti della ripresa.

Secondo le stime Magna Global, le concessionarie pubblicitarie italiane hanno aumentato le vendite del +1,2% nel 2015, dato pari a 7 miliardi di euro, mostrando una stabilizzazione dopo quattro anni consecutivi in negativo.

Quest’anno, la categoria dei media digitali ha registrato la crescita più rapida (+8%), mentre i ricavi dell’out-of-home sono cresciuti del 9% grazie a Expo Milano. Anche la radio ha avuto un anno positivo +8%, mentre non si può dire lo stesso per le vendite stampa che hanno un registrato un calo del 6%. I ricavi pubblicitari sono diminuiti anche per la tv (-0,8%), un dato che si conferma negativo per il quinto anno consecutivo.

Per il 2016 si prevede una situazione di miglioramento per l’advertising nel nostro Paese, grazie a un crescita complessiva delle vendite stimata intorno al+2,4%, guidata da una ripresa delle tariffe televisive (+2,1%) e dei media digitali (+8%).
I ricavi relativi al mezzo stampa, invece, continueranno a diminuire (-5%). La radio registrerà una crescita moderata (+1,6%), mentre l’affissione diminuirà rispetto ai dati registrati in occasione di Expo (-2,5%).

Le vendite relative ai mezzi pubblicitari digitali sono cresciute del +17%(160 miliardi di dollari) a livello globale nel 2015. Ci si aspetta una crescita importante anche per il 2016 (+13,5%) trainata dalla pubblicità su mezzi mobile (+42%), formati video (+35%) e formati social (+31%), mentre la vendita di formati banner sarà ristagnante (-2%) a causa del blocco dell’adv e la concorrenza di altri formati.
I ricavi digitali globali raggiungeranno una quota di mercato pari al 38%entro la fine del 2017, superando la tv (37%). Il formato digitale è destinato ad essere il primo media entro il 2017, un anno in anticipo rispetto alle stime precedenti.

La pubblicità mobile rappresenta ad oggi il 33% della pubblicità digitale totale e raggiungerà il 55% entro il 2018, a seguito del rapido cambiamento nelle strategie di utilizzo dei media digitali e della loro pianificazione.

(fonte ninjamarketing.it)