martedì 16 dicembre 2014

2014: un anno di ricerche su Google

Come sempre accade alla fine di ogni anno, Google ripercorre il 2014 stilando una serie di classifiche relative ai termini più digitati sul motore di ricerca. Focalizzando l’attenzione sull’Italia, emerge un interesse particolare verso i Mondiali di calcio andati in scena in Brasile, così come nei confronti di alcuni personaggi che ci hanno lasciati nel corso degli ultimi dodici mesi, dall’attore Robin Williams allo scrittore Giorgio Faletti.


Il nostro paese si conferma un territorio particolarmente attento alle novità provenienti dal mondo tecnologico, come dimostrano le tante query inoltrate per iPhone 6 e la ricerca di chiarimenti su selfie e moduli NFC. La diffusione del virus Ebola è un altro argomento capace di suscitare un forte interesse, oltre agli incidenti che hanno coinvolto i piloti Michael Schumacher e Jules Bianchi. Quelli per fare barbecue, ciambelle, tortellini e sugo sono invece i tutorial più consultati, a dimostrazione dell’interesse rivolto dagli italiani nei confronti della cucina. C’è poi chi si affida a bigG per sapere perché si soffre o perché si arrossisce, oppure il motivo per cui oltre mezzo secolo fa ha preso il via la guerra in Vietnam.

Parole
  1. Mondiali 2014;
  2. iPhone 6;
  3. Robin Williams;
  4. Grande Fratello;
  5. Istanze on line;
  6. Ebola;
  7. Schumacher;
  8. La Grande Bellezza;
  9. Temptation Island;
  10. Sanremo 2014.
Star dei mondiali
  1. Cristiano Ronaldo;
  2. Diego Costa;
  3. Ciro Immobile;
  4. David Luiz;
  5. Fernando Torres;
  6. Andrea Pirlo;
  7. Dani Alves;
  8. Thiago Motta;
  9. Manuel Neuer;
  10. Cesare Prandelli.
Personaggi
  1. Robin Williams;
  2. Michael Schumacher;
  3. Giorgio Faletti;
  4. Veronica Maya;
  5. Jennifer Lawrence;
  6. Robbie Williams;
  7. Paolo Villaggio;
  8. Philip Seymour Hoffman;
  9. Conchita Wurst;
  10. Jules Bianchi.
Mete di vacanza
  1. Gozo;
  2. Sochi;
  3. Pesaro;
  4. Pozzallo;
  5. Pag;
  6. Tropea;
  7. Metaponto;
  8. Varazze;
  9. Krk;
  10. Cattolica.
Perché
  1. Vengono le blatte;
  2. Pepa muore;
  3. Bugiardino;
  4. Energie rinnovabili;
  5. Si soffre;
  6. Vengono i pidocchi;
  7. Guerra Vietnam;
  8. Porcellum incostituzionale;
  9. Piango sempre;
  10. Si arrossisce.
Ricette
  1. Chiacchiere;
  2. Piadina romagnola;
  3. Castagnole;
  4. Brownies;
  5. Rainbow cake;
  6. Uova ripiene;
  7. Guacamole;
  8. Bagels;
  9. Crema vulcanica;
  10. Sanguinaccio.
Biglietti
  1. Milan Juventus;
  2. Rolling Stones;
  3. Milan Inter;
  4. Italia Croazia;
  5. Jovanotti 2015;
  6. Catania Juventus;
  7. Italia Olanda;
  8. Tomorrowland 2014;
  9. Expo 2015;
  10. Violetta.
Parole associate a 2014
  1. Mondiali 2014;
  2. Oscar 2014;
  3. Elezioni europee 2014;
  4. Amici 2014;
  5. Grande Fratello 2014;
  6. Elezioni comunali 2014;
  7. Miss Italia 2014;
  8. Lotteria Italia 2014;
  9. Imu 2014;
  10. Coppa Italia 2014.
Cosa significa
  1. Selfie;
  2. P.v.;
  3. NFC;
  4. Giargiana;
  5. Virale;
  6. Umts;
  7. Sms;
  8. Inps;
  9. Ortodosso;
  10. Xoxo.
Come fare
  1. Barbecue;
  2. Ciambelle;
  3. Refil;
  4. Tortellini;
  5. Malocchio;
  6. Sugo;
  7. Orecchini;
  8. Politica;
  9. Scoubidou;
  10. Hennè.

venerdì 12 dicembre 2014

Google è il miglior posto di lavoro per il 2015

Glassdoor è un sito Web che permette ai dipendenti delle aziende di scrivere una recensione sul proprio posto di lavoro, ovviamente in forma anonima. La piattaforma ha appena stilato la classifica dei migliori ambienti professionali statunitensi per quanto riguarda il 2015 e, come ben comprensibile già dal titolo, in prima posizione c’è Google. Il motore di ricerca si conferma dunque la meta più ambita di chi cerca un impiego in ambito hi-tech

Una precisazione: Glassdoor tiene conto solamente delle aziende con più di 1.000 dipendenti e che ricevono almeno 50 recensioni “certificate” (attraverso un sondaggio interno) per il report in questione. Il gruppo di Mountain View si è piazzato sul gradino più alto del podio, seguito da Bain & Company e Nestlé Purina. Per trovare un’altra realtà operante nell’ambito Web o tecnologico è necessario scorrere l’elenco fino alla 13esima posizione con il social network Facebook. Subito dietro c’è il chipmaker Qualcomm e al 18esimo posto la software house Adobe. Altri nomi noti sono Apple (22esima), LinkedIn (23esima), NVIDIA (36esima) e Bose (46esima). Nessuna traccia, invece, di Microsoft tra i primi 50 piazzamenti.


Così Glassdoor sintetizza ciò che ha permesso a Google di posizionarsi in testa alla classifica. L’esito della ricerca non rappresenta certo una novità per coloro che da qualche tempo seguono queste pagine: negli anni scorsi altri report hanno fornito lo stesso risultato. È l’ennesima dimostrazione di come l’approccio adottato dai vertici di bigG nei confronti del proprio personale, con ambienti studiati in modo da stimolare la creatività e favorire l’impegno nell’attività lavorativa, rappresenti una strategia vincente e un esempio da seguire.

giovedì 11 dicembre 2014

Instagram festeggia i 300 milioni di utenti

Instagram taglia il traguardo dei 300 milioni di utenti attivi superando Twitter. Contestualmente annuncia anche maggiore attenzione verso i falsi account


Instagram, il celebre social network dedicato alla condivisione delle foto, ha annunciato di aver tagliato il traguardo dei 300 milioni di utenti. Un risultato importante soprattutto perché permette al social network di proprietà di Mark Zuckerberg di superare addirittura il numero delle utenze attive di Twitter (284 milioni di utenti ad ottobre). Inoltre, contestualmente, Instagram ha anche fatto sapere di aver migliorato la qualità del servizio che permette adesso di individuare più facilmente i falsi account.

Una crescita davvero rapida quella di Instagram, basti pensare che a marzo gli iscritti reali erano “solo” 200 milioni. La piattaforma, infatti, secondo gli analisti, guadagna circa 360 mila utenti reali ogni giorno. Un risultato che permette di doppiare i valori di crescita di Twitter che si ferma a “solo” 160 mila utenti in più al giorno. I numeri di Instagram sono ancora più interessanti se si sottolinea quanto affermato dallo stesso social network e cioè che in media gli utenti ogni giorno condividono 70 milioni di foto. Il 70% degli iscritti al social network si trova al di fuori degli Stati Uniti e più di 30 miliardi di foto sono state condivise attraverso l’App mobile della piattaforma.
Instagram sta anche lavorando alacremente per liberare la piattaforma dai falsi account e dagli account spam. Proprio per questo, tutti gli account di personalità pubbliche sono verificati e ricevono un badge per la loro autenticità, una soluzione molto simile a quella già presente su Twitter e Facebook.

Il successo di Instagram è oggi molto chiaro, un progetto nato solo 4 anni fa e che oggi può fregiarsi di essere una della piattaforme sociali più popolari della rete. Risultati notevoli di cui Mark Zuckerberg non potrà che esserne contento. L’impero di Facebook che comprende oggi ancheWhatsApp ed Instagram è in continua espansione con una base di utenze in costante e progressivo aumento. Questo significa per Mark Zuckerberg poter aumentare gli introiti pubblicitari e permettere al suo “impero” di incrementare il suo business ed i risultati economici.


venerdì 5 dicembre 2014

Come risparmiare sui pannolini? Attraverso Internet

Amazon Elements è la nuova sezione del marketplace dedicata a pannolini e salviettine per l'igiene dei bambini: il prezzo è ribassato di oltre il 20%.

Amazon ha mosso un passo ufficiale all’interno di un mercato di enorme potenziale: quello deipannolini e dei beni per la cura dell’infanzia. Si parte con pannolini e salviettine, parole all’ordine del giorno per chi abbia in casa un bambini nei primi anni di età e ben sa quanto tutto ciò pesi sul bilancio della famiglia. Amazon punta su questo aspetto per colpire nel segno: andare oltre i grandi brand, sfruttando la propria capacità di distribuzione e facendo leva sulla possibilità di vendere ad un prezzo ribassato rispetto agli standard. La nuova sezione ha anche un nome e una identità a sé stanti: Amazon Elements debutta oggi e apre un nuovo fronte sul quale Amazon allunga la propria ombra.

Amazon Elements sfida Pampers e Huggies

Pampers e Huggies avranno del filo da torcere: secondo le prime indicazioni, il taglio sul prezzo promesso da Amazon sarebbe dal 20 al 40%, peraltro con la possibilità di pianificare gli acquisti senza dover girare per la strada con grandi e ingombranti forniture.
Tutto è iniziato molti anni fa, quando Amazonavvicinò l’arrembante Diapers.com per farne propri i segreti; pochi mesi più tardi legò il proprio nome al marchio Yoyo per i primi esperimenti nel settore; ad anni di distanza si sono palesate le prime opportunità e non si sono fermate nemmeno di fronte alla presenza dei grandi marchi del settore sullo store di Bezos: Amazon farà ora concorrenza interna ai suoi stessi partner, promettendo prezzi inferiori e andando a sfidare poi gli stessi sul piano della qualità.
Morbidezza e capacità di contenimento saranno all’altezza? Questo lo potranno dire soltanto bambini e genitori. Sicuramente quel che Amazon promette è la massima qualità e i migliori standard di produzionemassima cura del dettaglio e perfetta indossabilità per ognuna delle sei taglie disponibili. Il gruppo chiede anche insistentemente il feedback degli acquirenti, lasciando intendere la volontà di migliorare ulteriormente la produzione per giungere ad un livello di eccellenza tale da andare a impensierire anche chi ha fatto del settore una sorta di oligopolio.

Di ogni confezione è possibile sapere tutto o quasi, semplicemente con una scansione del codice a barre attraverso apposita applicazione: dove è stato prodotto, come è stato prodotto, quali materiali contiene, eccetera. Nello specifico la produzione è affidata alla Irving Personal Care, firma alla quale Amazon affida la reputazione della propria offerta. Cotanta trasparenza informativa ha radici e motivazioni profonde: nulla quanto i pannolini sono a stretto contatto con il bambino e la massima informazione su materiali e sistemi adottati può soltanto tranquillizzare e avvicinare nuove famiglie che vogliono il meglio per i propri figli.
L’offerta è riservata agli abbonati ad Amazon Prime, i quali avranno così una nuova esclusiva che va ad impreziosire il valore dell’abbonamento ai servizi del gruppo. Ogni ordine sarà recapitato a casa entro 48 ore ed un ulteriore “Amazon Mum” può consentire un ulteriore risparmio del 20% sul costo complessivo dell’ordine. Il servizio Amazon Elements non sembra essere al momento disponibile in Italia, ma se l’offerta dovesse prendere piede oltre oceano è facile immaginare un’estensione internazionale per un prodotto che per sua natura potrebbe far presa ovunque, soprattutto laddove la crisi economica impone maggiore attenzione al prezzo.

lunedì 1 dicembre 2014

Come riconoscere una notizia falsa su Facebook

Da quando Facebook è il posto più popoloso dopo il pianeta Terra, la condivisione di notizie false, diacchiappalike senza fondo di verità è all’ordine del giorno e sarebbe auspicabile non dover scrivere un tutorial su come distinguere le informazioni corrette da quelle fasulle. E invece.
Tutte le mattine mi aggiorno sul paese reale guardando cos’è successo durante la notte dal flow di Facebook. La prima cosa che salta ai miei occhi è una notizia che ha dell’incredibile: un presunto sequestro di 6 milioni di euro dentro il materasso dove dormivano due bambine rom, sfruttate dai genitori per chiedere l’elemosina.

La prima cosa da fare, di fronte ad un’informazione qualunque su internet è controllare la fonte, come faresti esattamente nella vita reale se uno sconosciuto ti avvicinasse e ti desse una notizia. In questo caso, il sito è generazionesocialnetwork.altervista.org, dunque non solo non è una testata giornalistica ma non è nemmeno un sito con un dominio proprio  bensì una pagina web che un qualunque anonimo davanti ad un computer può creare in 5 minuti, senza alcuna registrazione, utilizzando lo spazio gratuito che fornisce Altervista.
Cercare in rete, in un secondo, mi fuga ogni ragionevole dubbio: digito “campo rom, 6 milioni di euro” su Google, esce fuori solo la pagina di cui sopra. Se la notizia fosse vera, sarebbe chiaramente diramata da tutte le testate giornalistiche, dal Corriere della sera al Giornale, da Repubblica a Libero.
L’articolo bufala, solitamente, mostra immagini a caso, rubate da qualche parte. Quella dei presunti soldi contati dalla Polizia  è presa da un articolo di Repubblica sul ritrovamento di fondi segreti cinesi:
Per non parlare dell’articolo stesso. Citazioni: “Il tutto ha avuto inizio questa mattina a seguito di una denuncia per aggressione presentata da una donna anziana che sosteneva di essere stata aggredita durante la notte da un gruppo di persone con l’accento dell’Est, quasi certamente provenienti dal Campo ROM nelle vicinanze della sua casa.”
Tutto vago. In questo genere di articoli, i nomi non sono mai divulgati. Unica focalizzazione: accento dell’est.
“All’alba i Carabinieri hanno così data il via ad una serie di interrogatori e perquisizioni, non gradite però dalle famiglie ROM che sin da subito si sarebbero scagliate contro gli agenti con l’ausilio di spranghe e sassi.”
Carabinieri senza alcun comando provinciale, focus sulla guerriglia urbana iniziata dai rom.
“A seguito dell’arresto di alcuni giovani ed all’allontanamento dei minori, avrebbero avuto inizio le perquisizioni che hanno portato alla luce un fucile, una pistola e circa 6 milioni di euro in contanti; il tutto occultato all’interno di un materasso messo a terra ed utilizzato per dormire da due bambine di 7 ed 8 anni, quasi sicuramente ignare della fortuna posseduta all’interno del loro “letto” e le quali ogni giorno venivano sfruttate ed inviate dai loro genitori a chiedere l’elemosina nel parchegggio di un supermercato non molto distante.”
Spuntano armi e un racconto da libro Cuore.
“Il tutto ha inizialmente destato molti sospetti viste le condizioni igieniche e le presunte condizioni economiche della famiglia, la quale, sin dal loro arrivo in Italia ha sempre ottenuto un sostegno economico dal Comune, addirittura recandosi per circa due volte al mese alla sede Provinciale per il ritiro dei buoni pasto e la consegna delle bollette per richiedere il pagamento da parte del Comune.”
La famiglia anonima prendeva i buoni pasto e si faceva pagare le bollette del campo rom dal Comune (di Grosseto in questo caso)
Leggendola, vi rendete conto da soli di quanto la notizia sia approssimativa, priva di fondamento reale, creata solo per fomentare l’odio razziale e per fare click. Però, solo stamattina, aveva già 12mila condivisioni.