lunedì 1 dicembre 2014

Come riconoscere una notizia falsa su Facebook

Da quando Facebook è il posto più popoloso dopo il pianeta Terra, la condivisione di notizie false, diacchiappalike senza fondo di verità è all’ordine del giorno e sarebbe auspicabile non dover scrivere un tutorial su come distinguere le informazioni corrette da quelle fasulle. E invece.
Tutte le mattine mi aggiorno sul paese reale guardando cos’è successo durante la notte dal flow di Facebook. La prima cosa che salta ai miei occhi è una notizia che ha dell’incredibile: un presunto sequestro di 6 milioni di euro dentro il materasso dove dormivano due bambine rom, sfruttate dai genitori per chiedere l’elemosina.

La prima cosa da fare, di fronte ad un’informazione qualunque su internet è controllare la fonte, come faresti esattamente nella vita reale se uno sconosciuto ti avvicinasse e ti desse una notizia. In questo caso, il sito è generazionesocialnetwork.altervista.org, dunque non solo non è una testata giornalistica ma non è nemmeno un sito con un dominio proprio  bensì una pagina web che un qualunque anonimo davanti ad un computer può creare in 5 minuti, senza alcuna registrazione, utilizzando lo spazio gratuito che fornisce Altervista.
Cercare in rete, in un secondo, mi fuga ogni ragionevole dubbio: digito “campo rom, 6 milioni di euro” su Google, esce fuori solo la pagina di cui sopra. Se la notizia fosse vera, sarebbe chiaramente diramata da tutte le testate giornalistiche, dal Corriere della sera al Giornale, da Repubblica a Libero.
L’articolo bufala, solitamente, mostra immagini a caso, rubate da qualche parte. Quella dei presunti soldi contati dalla Polizia  è presa da un articolo di Repubblica sul ritrovamento di fondi segreti cinesi:
Per non parlare dell’articolo stesso. Citazioni: “Il tutto ha avuto inizio questa mattina a seguito di una denuncia per aggressione presentata da una donna anziana che sosteneva di essere stata aggredita durante la notte da un gruppo di persone con l’accento dell’Est, quasi certamente provenienti dal Campo ROM nelle vicinanze della sua casa.”
Tutto vago. In questo genere di articoli, i nomi non sono mai divulgati. Unica focalizzazione: accento dell’est.
“All’alba i Carabinieri hanno così data il via ad una serie di interrogatori e perquisizioni, non gradite però dalle famiglie ROM che sin da subito si sarebbero scagliate contro gli agenti con l’ausilio di spranghe e sassi.”
Carabinieri senza alcun comando provinciale, focus sulla guerriglia urbana iniziata dai rom.
“A seguito dell’arresto di alcuni giovani ed all’allontanamento dei minori, avrebbero avuto inizio le perquisizioni che hanno portato alla luce un fucile, una pistola e circa 6 milioni di euro in contanti; il tutto occultato all’interno di un materasso messo a terra ed utilizzato per dormire da due bambine di 7 ed 8 anni, quasi sicuramente ignare della fortuna posseduta all’interno del loro “letto” e le quali ogni giorno venivano sfruttate ed inviate dai loro genitori a chiedere l’elemosina nel parchegggio di un supermercato non molto distante.”
Spuntano armi e un racconto da libro Cuore.
“Il tutto ha inizialmente destato molti sospetti viste le condizioni igieniche e le presunte condizioni economiche della famiglia, la quale, sin dal loro arrivo in Italia ha sempre ottenuto un sostegno economico dal Comune, addirittura recandosi per circa due volte al mese alla sede Provinciale per il ritiro dei buoni pasto e la consegna delle bollette per richiedere il pagamento da parte del Comune.”
La famiglia anonima prendeva i buoni pasto e si faceva pagare le bollette del campo rom dal Comune (di Grosseto in questo caso)
Leggendola, vi rendete conto da soli di quanto la notizia sia approssimativa, priva di fondamento reale, creata solo per fomentare l’odio razziale e per fare click. Però, solo stamattina, aveva già 12mila condivisioni.

giovedì 27 novembre 2014

Pubblicità su facebook Napoli

La pubblicità su Facebook aiuta le aziende a raggiungere nuovi clienti e rimanere in contatto con loro. La maggior parte della pubblicità online raggiunge solo il 38% del pubblico a cui è indirizzata. La media di Facebook è l'89%.3. Con i nostri strumenti per le aziende, puoi impostare il tuo budget e creare le inserzioni per raggiungere le persone giuste.

Le inserzioni su Facebook sono uniche. Vengono mostrate a gruppi specifici di persone molto attive su computer e dispositivi mobili. Quando le inserzioni hanno contenuti creativi di qualità e un'adeguata definizione dei destinatari, ottengono più "Mi piace", commenti e condivisioni. Quando una persona interagisce con esse, i suoi amici vedranno l'inserzione, moltiplicandone l'effetto. Quando metti in evidenza i post della tua Pagina o espandi il pubblico delle tue inserzioni, questi contenuti saranno visti da un numero maggiore di persone quando accedono a Facebook.
Siamo qui per aiutarti a creare inserzioni che portino a risultati concreti, qualunque sia il tuo obiettivo: connetterti con più persone tramite la tua Pagina, trovare i clienti giusti per la tua applicazione o promuovere le vendite sul tuo sito Web o nel tuo punto vendita.
Sei ti interessa migliorare la tua visibilità attraverso questo social network affidati ad un gruppo di esperti nella comunicazione.
Publitech Agency Napoli

mercoledì 26 novembre 2014

Cosa Vuol Dire SEO e SEM - NAPOLI

COSA VUOL DIRE SEO A NAPOLI
Con il termine SEO (Search Engine Optimization in inglese) si intendono tutte quelle attività finalizzate ad aumentare il volume di traffico che un sito web riceve dai motori di ricerca.
Le attività SEO in genere si dividono in:
  • ottimizzazione del sito;
  • posizionamento sui motori di ricerca;
  • realizzazione campagne e attività di web marketing e search engine marketing;
  • realizzazione campagne e attività Link Popularity e Link Bulding;
  • realizzazione campagne e attività Keywords Advertising (pubblicità su circuiti Pay Per Click);
  • Web Tracking e Web Analytics (analisi dei dati statistici e conseguente ottimizazione del sito per migliorare il ritorno sull'investimento);
  • realizzazione campagne e attività di Social Media Optimization e Social Media Marketing.
Web Marketing Team è attiva da anni nel campo del SEO e ha acquisito una grande esperienza in diversi campi e mercati su internet, con particolare attenzione al settore Turimo, Educazionale, Internazionale e Vendita di Prodotti e Servizi.
COSA VUOL DIRE SEM A NAPOLI
SEM è l'acrononimo di Search Engine Marketing e si riferisce all'attività di promozione di un sito sui motori di ricerca.
L'obiettivo del SEM è quello di aumentare il numero di visitatori, la visibilità di un sito (principalmente scalando l'indice dei motori di ricerca) e la qualità degli utenti al fine di aumentare il numero di potenziali clienti e quindi il ROI, ritorno sull'investimento.
Fra le attività di SEM:
- pubblicazione di press release;
- pay per click e keyword advertising;
- link building;
- promozione sui siti di social network.
COSA VUOL DIRE SITO WEB 2.O
Con Web 2.0 si indica la presenza di software e applicazioni che permettono una forte interazione da parte dell'utente.
Fra questi si distinguono:
- blog e microblogging
- programmi di sharing di foto, video
- social networks come facebook, myspace, twitter, foursquare, google plus, linkedin.

martedì 25 novembre 2014

Siti Web Napoli - Creazione Sito Web

Creazione siti web Napoli

La nostra Agenzia si occupa della creazione di siti web a Napoli e in tuta Italia, siamo specialisti nella creazione dei siti internet per ogni tua esigenza, analizziamo la tua attività e cerchiamo di inserire la tua attività nel mercato del web attraverso siti web Vetrina, per una presentazione generale, realizziamo siti Web E-Commerce per aumentare le vendite della tua attività ed inoltre cerchiamo di posizionare il tuo sito nel miglior modo possibile per renderlo visibile dai motori di ricerca, ma in particolare da google.

Gestione dei Social Network - Facebook - Twitter - Youtube - Blog

L’agenzia Publitech Napoli inoltre si occupa della gestione e promozione delle pagine social nel dettaglio l’agenzia si occuperà di :

1.    Creare una banca dati per ogni settore specifico che si pubblicizza
2.    Creazione Pagina Fan Facebook ( qualora non sia già esistente )
3.    Creazione Pagina Fan Google Plus ( qualora non sia già esistente)
4.    Aggiornamento giornaliero delle pagine Fan gestite attraverso Post, news, promozioni

5.    Invio periodico di newsletter

Per ricevere maggiori informazioni Contattaci : 081 191 39 126 - 328 13 33 330
Seguici sulla naostra pagina Facebook publitechagenziapubblicitaria


lunedì 24 novembre 2014

Perchè usare Google Plus

Solo un anno fa non avrei mai consigliato ad un brand di investire su Google Plus (nato nel 2011) soprattutto in Italia, ma ad oggi Google è riuscito a cambiare alcuni aspetti molto interessanti che potrebbero farlo tornare in gioco e in competizione con i suoi sfidanti di sempre


In un momento in cui Facebook, il social network d’eccellenza vista il suo grande bacino di utenti, impone regole rigide su attività di branding, investire obbligatoriamente per essere visibili e non potersi più accontentare di un buon contenuto, perchè un brand non dovrebbe pensare all’utilizzo efficace di Google Plus nella propria strategia di social media marketing?
Questo non vuol dire usare Google Plus come alternativa a Facebook, magari in un primo momento, ma sicuramente sarabbe opportuno scoprire le attività che possono essere svolte in modo più vantaggioso ed efficace rispetto a una piattaforma che ormai chiede solo soldi.
Sembra banale ma stiamo sempre parlando di un progetto di Google. Lo so, anche Google fallisce, e lo ha dimostrato in prima persona chiudendo spesso progetti made in G. qualora su lungo termine non porti profitti o risultati prefissati.
Google in questo momento ha creato una fitta rete di interconnessioni con i suoi servizi, alcuni ormai nella quotidianità di molti vedi GMAIL per consultare e inviare email, oppure YouTube il primo video sharing e secondo motore di ricerca più usato.
Un’altra mossa strategica di Google è stata quela di unificare il login con i suoi servizi, questo vuol dire che se io sono entrato nel mio account GMAIL, in modo automatico ha riconosciuto anche il mio account Google Plus e non avrò bisogno di effettuare altri login su eventuali contenuti social di Google Plus.
Sembra banale questo ultimo passaggio, ma vedremo ora quando vi parlerò del Social Adv di Google come diventerà tutto sinergico ed efficace.Google ha recentemente integrato nel proprio circuito pubblicitario i contenuti di Google Plus introducendo per la prima volta una logica diSocial ADV.Questo vuole dire che un Brand ha la possibilità di promuovere i propri post di Google Plus fuori il social network, ovvero sui siti web, forum e blog targhettizzati mostrando al posto del classico banner, un contenuto interattivo di Google Plus. Non c’è bisogno di imparare una nuova metodologia di advertising, in quanto è stata integrata nel sistema ufficiale di Google Adv.
Questo permette di raggiungere nuovi potenziali lettori sulla pagina brand di Google Plus e ottenere maggiori interazioni in +1, commenti e condivisioni.

3. Il 2014 sarà un anno importante

Non ci vuole molto a capire che Google ci crede parecchio al suo progetto, in poco meno di due mesi oltre ad aver lanciato i primi Social ADV di cui vi parlavo sopra, ha attivato in Italia la Social Search.In questo caso Google ha introdotto nativamente nella sua ricerca organica anche risultati provenienti dai profili e pagine che seguiamo su Google Plus.
I contenuti di Google Plus sono indicizzabili a tutti gli effetti, anche in Italia, i primi brand che inizieranno a sperimentare saranno riconosciuti e citati per la loro visione.
Il 2014 sarà sicuramente un anno importante per Google Plus, nel quale dovrà dimostrare tutta la sua forza ed efficacia rispetto agli altri competitor con le sue caratteristiche e nuove tipologie di comunicazione integrata.
Scopriremo insieme se questo anno Google Plus riuscirà finalmente ad emergere come piattaforma sociale in Italia e se riuscirà a mettere in difficoltà Facebook.

fonte : http://www.juliusdesign.net

venerdì 21 novembre 2014

Perchè fare social Media Marketing

Perchè fare pubblicità in Internet 
Con il termine Social Media si definiscono tutte le tecnologie e pratiche online usate dagli utenti per condividere e discutere contenuti testuali, immagini, video e audio: in altri termini, l’insieme delle conversazioni che persone, aziende e organizzazioni conducono online.
Come forse sai già i tuoi potenziali clienti trascorrono sempre più tempo online: fanno ricerche, trovano informazioni nei forum, nei blog e dai loro contatti sui social network, in rete gli utenti si formano e diffondono opinioni.
I social media giocano quindi un grande ruolo nelle decisioni d’acquisto: è fondamentale imparare a utilizzarli, costruire relazioni, ascoltare il mercato e influenzare gli utenti.
L’obiettivo del Social Media Marketing è generare visibilità sui Social Media, gestendo la comunicazione integrata sulle piattaforme del web 2.0 e creando conversazioni con gli altri utenti.

Obiettivi
Un progetto di social media marketing nasce sempre dalla definizione comune degli obiettivi: ascolto del mercato, lancio di un nuovo prodotto, brand awareness, brand reputation, aumento del traffico sul tuo sito istituzionale. Una volta decisi gli obiettivi, stabiliamo i parametri con cui misurare il successo della campagna: numero visite, followers sui social network, aumento della presenza del brand nelle conversazioni, analisi del sentiment.

I numeri in Italia

In Italia una persona su due ha un’account Facebook tantochè vi sono 21 milioni di iscritti a Facebook quando secondo Audiweb la totalità degli italiani connessi ad Internet è di 27 milioni (rilevazione settembre 2011);

13 milioni di utenti accedono a Facebook ogni giorno quando, sempre secondo Audiweb, nel giorno medio sono 13,9 milioni gli italiani che usano Internet;

dei 9 milioni di utenti che accedono ad Internet da un dispositivo mobile, 7,5 milioni entrano in Facebook (teniamo conto che a gennaio 2011 erano 4 milioni)
Publitech Social Media Marketing NAPOLI

Perchè Vendere on Line

Perché vendere on line?


Per molte aziende produttrici il gap più significativo da colmare è quello distributivo/commerciale in quanto si è padroni del produrre e molto meno del proporre. Dietro a tutto questo aspetto si nascondono un mondo di incertezze e di scelte che possono influire sullo sviluppo e sull'evoluzione dell'azienda stessa. Sembra banale, ma perché si propone di vendere on line? In primis per essere diretti e tagliare ogni potenziale costo di intermediazione, poi per riuscire a gestire ogni possibile malinteso con i propri clienti. Un grossolano errore che viene fatto da aziende produttrici è quello di non curarsi delle sorti del prodotto una volta fatturato al grossista che diviene così proprietario del prodotto, a prescindere, ed è suo compito smistarlo e farlo arrivare ad un altro intermediario o al punto vendita finale. Questo spesso provoca danni ingenti al prodotto perché se associato a qualche stoccaggio può divenire il complemento di una transazione, (se prendi tot di questo prodotto ti regalo uno stoccaggo di quest'altro) e alla lunga questa scelta può rendere meno appetibile il prodotto stesso al cliente finale perché si può avere gratuitamente comperando altre cose che comunque si comprerebbero, quindi ottima l'opportunita di averne uno gratuitamente. Il cliente finale si abitua così, pian piano, ad usare un prodotto senza mai acquistarlo perché riesce sempre ad averlo con altri acquisti. 

Alla fine non è importante vendere?

Dove sta la fregatura? potrebbe chiedersi qualcuno, L'importante è che chi lo produce guadagni, ma, facciamo molta attenzione, se il prodotto viene associato a sconti o associato ad un omaggio, si rischia che nessun cliente nel tempo sia più disposto ad acquistarlo e, in momenti economici come questi, dove le tendenze cambiano in pochi secondi, si rischia di creare un particolare vincolo con il distributore che può arrivare ad un'imposizione di prezzo molto scomoda. Si passa da essere un'azienda sana con un prodotto sano, ad un'azienda che deve sottostare a regole di terzi per vendere un suo prodotto di punta.

La scelta di vendere on line

 

Ecco un buon motivo per promuovere in modo diretto il prodotto, 

la vendita on line

 , che permette di alzare notevolmente il guadagno nel singolo e avere budget interno per ulteriori inovazioni o sviluppi. Salta il concetto di intermediario, salta il concetto di compromesso, salta il concetto di dover sottostare a regole fatte da altri su un nostro prodotto. Ogni sconto, promozione, regalo lo decide l'azienda che produce e si ha così il controllo diretto della distribuzione del prodotto. Purtroppo non sempre si è obiettivi, specialmente se si è produttori diretti perché ogni risorsa è destinata al prodotto e non alla sua distribuzione. Questo aspetto, però, non può e non deve essere una scusa per giustificare scelleratezze commerciali e ogni azienda deve, per forza di cose, curare sia l'aspetto produttivo che quello distributivo. La scelta di proporre un marchio o un semplice prodotto di una PMI, azienda, professionista o ente, deve essere almeno preso in considerazione sfruttando la professionalità e il rigore con cui si è sempre lavorato per affermarsi. 

La vendita on line come specchio del nostro operare

Qui il passaggio delicato è quello di saper scegliere il giusto partner, e saper investire in modo appropriato per portare nel web la corretta immagine di noi e di quello che facciamo. Siamo consapevoli che sostituire la grande distribuzione sia davvero complesso, ma dare anche nel web un'immagine coerente e veritiera di quello che siamo è doveroso per dare un senso di rispetto e riconoscenza a ogni cliente che sceglie i nostri prodotti. Viene un po' spontanea una certa contestualizzazione, perché dobbiamo ponderare il settore, il prodotto i margini e molti aspetti che possono agevolare o impedire lo sviluppo on line.

Qual'è il punto di vista del cliente nella vendita on line?

 

Una cosa è certa, il cliente prima di comprare cerca conferme, è consapevole che ogni pubblicità è ingannevole e studiata per convincere qualsiasi cosa proponga, tanto che sono sempre meno le persone che le vedono o che ne prendono spunto. Il cliente cerca di capire attraverso il web, forum, discussioni varie chi siamo e se siamo all'altezza delle sue aspettative. Il web è un opzione in cui l'azienda stessa si mette in prima linea e parla di quello che fa, ci mette per certi aspetti la faccia, e rassicura. Molte scelte strategiche sono state sviluppate per dare questo senso di sicurezza, vedi ad esempio la tendenza ad agevolare i costi dei resi se non si è soddisfatti, "prova comodamente da casa tua e decidi se tenere o rendere il prodotto" sono gli slogan più gettonati, a dispetto di chi vuole guadagnare anche su costi di preparazione e spedizione, a dispetto in pratica di chi tenta di fare il furbo con il web. Chi vede nel web l'opportunità di costruirsi una clientela e vede nel web l'opportunità di crearsi una rete commerciale solida, è consapevole dell'importanza che ha il trattare bene il cliente finale. Non facciamo il grossolano errore di partire senza budget(o meglio di stanziare budget irrisori) né, peggio ancora, di pensare che sia facile, proprio perché si inizia poi a speculare su spedizioni o sul confezionamento del prodotto. È avvilente pensare di guagagnare qualche centesimo sulle spedizioni, è avvilente lucrare sul confezionamento del prodotto e lamentarsi che la vendita on line non funzioni a dovere.

La vendita on line e le sue regole

 

Si parla spesso di un flop dei siti ecommerce, ma vogliamo fare un ragionamento che potrebbe aiutare a far capire che di per se non è il concetto di ecommerce sbagliato, ma l'approccio che hanno troppe aziende che non rispettano la vendita on line e le sue regole.

 
I primi errori che si commettono con un sito ecommerce sono:
  • budget irrisori
  • idee confuse
  • considerare il web un gioco
  • mettere on line solo fine serie o prodotti scontati
  • non aggiornare
  • condizioni poco chiare
  • costi di spedizione esagerati

La maggior parte di questi, sono errori dovuti a consulenze sbagliate, o idee che ci siamo fatti senza cognizione di causa. L'essere on line e ancora di più la vendita on line ha delle regole che non possono essere eluse perché comprometono il lavoro.
Serve competenza, tecnica, serve costanza, tutte prerogative che non possono essere sottovalutate. il sito deve avere
  • sostanza tecnica nella struttura
  • descrizioni impeccabili che parlino del prodotto
  • immagini veritiere e se serve con i dettagli del prodotto
  • condizioni di acquisto chiare
  • velocità nelle transazioni

Quando un visitatore arriva nel nostro sito, deve sentirsi a casa, poter vedere in tutta tranquillità quello che proponiamo, non deve aver bisogno di mail aggiuntive o di chiedere spiegazioni, e capire da tutto questo insieme di cose che può comperare con fiducia. Foto mancanti, descrizioni sommarie sono tutti deterrenti che impdiscono l'acquisto e portano il visitatore a voler cercare altrove. Non è magia quella che scriviamo, ma buon senso, pensate e confrontate un negozio con il web, serve avere disponibilità e serve avere una gamma di prodotti, serve essere esautivi perché nel posto fisico si prova, e si riflette indossando, serve avere un'idea di proporzione, specialmente se parliamo di borse o di prodotto che potrebbero ingannare nelle immagini. Un orologio, per esempio, dobrebbe essere accompagnato da dimensioni originali, magari fatte a cm così chi acquista si rende conto delle reali dimensioni ed evita di dare feedback negativi per la "sorpresa" che gli arriva a casa.

Fonte : http://www.amdweb.it/