lunedì 29 febbraio 2016

Il boom del native advertising: +156% nei prossimi 5 anni

Il native advertising conquisterà nel 2020 il 52% del mercato display advertising in Europa, grazie a una crescita nei prossimi 5 anni del 156%. E’ quanto emerge dallo studio “Native Advertising in Europe to 2020”, realizzato da Yahoo e Enders Analysis.

Un ritmo di crescita così sostenuto, secondo la ricerca, è principalmente dovuto al cambiamento del comportamento dei consumatori e, in particolare, al sempre più pervasivo utilizzo di smartphone e tablet per la ricerca e la fruizione di contenuto.

Come conseguenza di questa tendenza, la maggior parte degli investimenti in native advertising sarà su mobile, con una previsione di spesa, secondo lo studio, pari a 8,8 milioni di euro in Europa entro il 2020: quasi sei volte gli 1,5 milioni spesi nel corso del 2015.

L’aumento della fruizione di contenuto via social media sarà uno dei principali driver di questa crescita, con un incremento pari al 300% nel native social network advertising entro il 2020, passando cioè dagli attuali 2 miliardi a 6,3. Inoltre, la fruizione sempre più forte dei video vedrà raddoppiare gli investimenti in formati video in-stream, passando dai 2,4 miliardi del 2015 ai 5,1 del 2020.

Lo studio sottolinea i benefici del native advertising sia per gli editori - che vedono la creazione di formati esclusivi come un mezzo per differenziare le loro offerte - sia per i professionisti dell’advertising e delle agenzie, che lo vedono come un modo per migliorare performance ed efficienza.

La ricerca evidenzia inoltre il grande potenziale del native advertising nel diminuire l’impatto dell’ad-blocking, data la sua più bassa propensione a essere rilevato da questo tipo di software. Sebbene non sia del tutto immune, il native advertising rappresenta un’opportunità concreta per il mercato per stabilire nuovi standard per un formato basato sulle preferenze degli utenti, dando loro meno motivi per bloccare gli annunci.

“Gli utenti mobili stanno influenzando rapidamente il modo di fruizione dei contenuti e questo rappresenta una grande opportunità per chi fa adv - afferma Nick Hugh, Vp Emea di Yahoo - Il native è un format estremamente efficace sui piccoli schermi e crea un’esperienza più capace di generare interazione e più contestuale. E’ una soluzione scalabile per gli editori e un’opportunità creativa e misurabile per i professionisti dell’adv che offre una soluzione ottimale da entrambe le parti”.

“Il Native advertising sembra essere una di quelle rare situazioni win-win per il mercato - siottolinea Joseph Evans, digital media analyst presso Enders Analysis - più efficacia per i professionisti dell’adv, più valore per gli editori e maggiore gradimento da parte degli utenti. Essendo perfetto per i contesti mobile, social e video mobile, significa che la crescita nel native contribuirà a spingere gli investimenti nella pubblicità digitale display”.

(fonte corrierecomunicazioni.it)

lunedì 15 febbraio 2016

Cosa si intende per Social Media Marketing...

Il Social Media Marketing è un ottimo strumento per aumentare la popolarità e diffondere il proprio marchio, prodotto e servizi, ad un grande numero di clienti sempre più in aumento attraverso i Social Network (Facebook, Twitter, Google+, LinkedIn ecc dcc…).

La presenza sui social è fondamentale e proficua perché una notizia che in condizioni normali si diffonderebbe dopo un bel po’ di tempo, grazie ai social si diffonde nel giro di pochissimo ricoprendo un numero enorme di utenti.

La vera forza dei social è il passaparola online, grazie ai semplici pulsanti “Mi Piace” o “Condividi”. Sui social sono gli utenti a decretare il successo o meno di un servizio, condividendo o lasciando un commento.

Sicuramente una buona strategia di web marketing deve prevedere, oltre all’interazione tramite social, anche un sito ben indicizzato e un blog da tenere sempre aggiornato. Infatti l’attività di SEO e Social Media Marketing devono camminare sempre di pari passo. Infatti sia i contenuti del blog che del sito e sicuramente anche i contenuti social devono essere aggiornati molto spesso.

I social oggi sono da considerare come una piazza virtuale dove si discute, ci si confronta e si interagisce con il cliente o possibili tali. Si tratta di una comunicazione fondata sul dialogo, dove è importante saper ascoltare e dare risposte.

mercoledì 3 febbraio 2016

Web e social media: nuove sfide del marketing...

Innovazione digitale: Web e Social Media hanno modificato il Marketing in modo irreversibile ma non tutte le aziende sono in grado di raccogliere la sfida.

L’informazione si è fatta sempre più “digital” e alle imprese sono richieste competenze nuove e diversificate con la necessità di un supporto specialistico con cui coordinare i processi d’innovazione, mettendo a punto nuovi modelli di business e nuovi modelli organizzativi.

“C’è un grande bisogno di mettere a disposizione delle aziende che vogliono essere al passo con i tempi competenze sui modelli strategici della comunicazione con due modalità differenti ma complementari, la consulenza ed il coaching, in modo da rispondere ai bisogni ed ai trend in continuo cambiamento” dichiara Delia Caraci, responsabile di Digitalsfera, società di consulenza e formazione digitale, pioniera nel campo della formazione e dell’aggiornamento aziendale.

In effetti i servizi a cui le aziende possono, e hanno bisogno di accedere, sono molteplici per stare al passo coi tempi. Si va dal Branding per l’organizzazione strategica degli strumenti comunicativi (online e offline) al Social Media Marketing per essere presenti online con adeguati profili aziendali, passando per Blogging e Content Curation. Paroloni che a molti fanno ancora storcere il naso, ma che sono fondamentali per mantenere alta la competitività delle aziende in un mondo a doppia anzi, tripla velocità.

Per superare le sfide del marketing bisogna sforzarsi di trovare un equilibrio tra le richieste e gli obiettivi dell’azienda e la mission e i valori a cui fa riferimento. Sfruttare appieno le potenzialità dei social, spingendosi oltre le ricette già utilizzate da altri.

(fonte insidemarketing.it)

giovedì 21 gennaio 2016

Imprese e Social Marketing: un legame di successo...

Email, sito Web, Social marketing: il successo delle imprese è frutto di ingredienti che, sapientemente combinati tra loro, sono capaci di far lievitare il fatturato oltre ogni aspettativa.

Secondo un’indagine condotta da Co.Mark, infatti, una corretta campagna Dem (Direct Email Marketing), un sito Web nella top 5 delle parole chiave e una efficace strategia di Social Media Marketing possono legarsi ad un terzo del fatturato aziendale, portando il marketing oltre le frontiere tradizionali.

La società bergamasca ha realizzato uno studio su alcune PMI della subfornitura plastica, cercando una relazione tra quote di fatturato e politiche commerciali messe in atto. Il marketing tradizionale resta maggioritario, ma sembrano in costante crescita le imprese trainate dall’utilizzo del giusto mix del social marketing.

IL SITO WEB – Si tratta di un fondamentale strumento, deve essere costantemente aggiornato ed utilizzato al fine di curarne la posizione e balzare sempre nella top list dei motori di ricerca. L’azienda può utilizzare software autonomi o anche professionisti specializzati a cui appaltare l’attività, a patto di comprendere le reali potenzialità che questo può offrire al proprio successo.

LE MAIL – La comunicazione via mail riveste un ruolo di primaria importanza, purché si tratti di messaggi sintetici e dotati di un contenuto preciso e intrigante, oltre che funzionale a ricevere informazioni di interesse.

I SOCIAL – Stesso discorso, ovviamente, per il comparto Social. In questo ambito, se Facebook e Twitter si rivelano autentici fari delle campagne di Social Marketing, una particolare menzione va di diritto a Linked In: è tramite il social network del lavoro, infatti, che le imprese incrementano la propria visibilità e riescono allo stesso tempo a cercare in tempi rapidi le risorse umane di cui necessitano. Un particolare rilevante, se si tiene conto della rapidità con cui si muove il mercato da tutti i punti di vista.

Come spiega Andrea Giorgi, della Giorgi Engineering di Milano, nel giro di sei mesi le aziende hanno imparato ad utilizzare correttamente le leve di social media marketing, hanno iniziato rapidamente ad assumere tramite Linked In, e si sono dotate del temporary manager: si tratta di una nuova figura professionale, figlia dell’evoluzione in atto, che si occupa della cura dei contatti tramite email mirate, delle newsletter e della gestione del posizionamento. Sebbene sia presto per parlare di risultati, è comunque possibile parlare di un aumento dell’efficacia e di un risparmio in termini di costi e tempo da dedicare alle procedure.

Uno studio che dimostra, laddove ce ne fosse ulteriormente bisogno, l’importanza strategica di una corretta campagna di Social Marketing: aspetti che nessuno è più in grado di ignorare e che si candidano sempre più al ruolo di guida nella ricerca di un successo aziendale solido e duraturo.


(fonte insidemarketing.it)

lunedì 18 gennaio 2016

La pubblicità online sta cambiando ma non servono nuove regole...

In Inghilterra l’Advertising Standards Authority (Asa), l’autorità che regolamenta e controlla la pubblicità (sui media e non solo) ha chiesto e ottenuto la rimozione di un contenuto apparso su Buzzfeed Uk, l’edizione locale del celebre sito di news e intrattenimento statunitense che secondo alcune stime varrebbe 1,5 miliardi di dollari.

Il motivo dell’azione è una comunicazione poco trasparente verso i lettori. Il 7 ottobre 2015 Buzzfeed Uk aveva pubblicato l’articolo, ora rimosso, “14 Laundry Fails We’ve All Experienced” (14 esperienze negative in lavanderia che tutti noi abbiamo vissuto). Come accade per diversi contenuti di Buzzfeed, questo era sponsorizzato: nello specifico da Dylon, azienda del gruppo Henkel.

Il modello di business di Buzzfeed, infatti, non prevede i classici banner ma articoli sponsorizzati dagli inserzionisti. In questo modo è possibile sfruttare la grande comunità che segue la media company americana sui vari social network, primo fra tutti Facebook: al contrario di un banner, un articolo può essere socializzato e questo rende felici gli investitori che attraverso Buzzfeed raggiungono, con i loro brand, tantissimi utenti.

Tornando a “14 Laundry Fails”, come al solito (e come logico) Buzzfeed aveva segnalato il nome dell’investitore, Dylon appunto. Ma, mentre in homepage era segnalato “promosso da”, nella pagina del contenuti l’etichetta era “brand publisher”: inoltre, nell’articolo si parlava anche dei prodotti Dylon per evitare i 14 incidenti. Asa ha quindi contestato a Buzzfeed di non essere stata sufficientemente chiara, soprattutto perché – proprio grazie ai social media e ai motori di ricerca – non è più scontato che gli utenti arrivino alla pagina di un articolo attraverso la homepage. Buzzfeed ha fatto notare che ancora non esistono delle regole chiare per questo genere di contenuti sponsorizzati (branded content) o promozionali (native advertising), che stanno acquisendo sempre più importanza anche per la crescita degli strumenti di ad-blocking che consentono ai lettori di rimuovere i banner dagli articoli.

Il punto è proprio questo. In un mercato pubblicitario che sta velocemente cambiando, soprattutto sul digitale, è necessario rivedere e aggiornare le norme che regolano le inserzioni pubblicitarie e – in generale – i rapporti che legano editori e investitori.

Ma non servono nuove regole di cui ogni tanto si parla. Un settore come quello dei media in rapida mutazione non necessita di lacci che ne frenerebbero lo sviluppo. E la velocità del cambiamento renderebbe delle regole già vecchie prima di entrare in vigore. Basterebbe solo applicare del buon senso, avendo chiare due cose: 1) siamo in un mercato globale dove per esempio anche player stranieri pubblicano articoli sponsorizzati in italiano; 2) è necessario essere trasparenti per tutelare i lettori e la qualità dell’informazione, anche quella degli inserzionisti.

(fonte wired.it)

giovedì 14 gennaio 2016

Come si muoverà il mercato dell’advertising nel 2016...

Il mondo della pubblicità sarà interessato da un'importante crescita nel 2016, con un focus particolare riguardante i media digitaliQuali saranno gli scenari futuri che interesseranno il mondo dell’advertising?

Magna Global, la strategic global media unit del gruppo IPG Mediabrands, ha rilasciato negli scorsi giorni l’ultima edizione del report relativo alle previsioni del mercato della pubblicità per il 2016. 
Nel suo rapporto sul mercato della pubblicità globale, Magna Global ha previsto che nel 2016 il mercato mondiale dell’advertising crescerà grazie alla stabilizzazione dell’economia e alla spesa incrementale generata da eventi non ricorrenti, come le elezioni negli Stati Uniti, gli Europei di calcio e le Olimpiadi in Brasile.
La crescita relativa alla vendita di spazi pubblicitari è stimata al +4,6% per un totale di 536 miliardi di dollari. In Italia, nel 2016, la crescita dei media digitali e la ripresa delle tariffe tv incideranno positivamente sulla spesa riguardante la voce pubblicità: +2,4%.

Scopriamo ora insieme quali saranno i principali trend e i paesi interessati, nell’ormai imminente 2016.

Nel 2015 in Europa Occidentale i ricavi pubblicitari sono cresciuti per il secondo anno consecutivo (+2,9%) per un totale di 110 miliardi di dollari. La crescita più forte è stata registrata nel Regno Unito (+6,4%) e in Spagna(+8,8%), dove la spesa relativa alla televisione e ai media digitali continua a crescere. Altri mercati di grandi dimensioni come la Germania e l’Olanda sono cresciuti moderatamente (rispettivamente +2% e +3%), mentre l’Italia e la Francia restano sostanzialmente fermi. Il Regno Unito ha superato la Germania per diventare il più grande mercato europeo relativo agli annunci pubblicitari e il quarto più grande mercato pubblicitario al mondo, dopo gli USA, la Cina e il Giappone.

Nel 2016 il mercato europeo trarrà beneficio dell’evento della Coppa UEFA, ospitata in Francia, che dovrebbe guidare la crescita della spesa relativa al mercato adv.
Secondo le previsioni, i ricavi pubblicitari aumenteranno del +2,5% ($113,4 miliardi).
Ancora una volta il Regno Unito, la Spagna e la Germania saranno i maggiori protagonisti della ripresa.

Secondo le stime Magna Global, le concessionarie pubblicitarie italiane hanno aumentato le vendite del +1,2% nel 2015, dato pari a 7 miliardi di euro, mostrando una stabilizzazione dopo quattro anni consecutivi in negativo.

Quest’anno, la categoria dei media digitali ha registrato la crescita più rapida (+8%), mentre i ricavi dell’out-of-home sono cresciuti del 9% grazie a Expo Milano. Anche la radio ha avuto un anno positivo +8%, mentre non si può dire lo stesso per le vendite stampa che hanno un registrato un calo del 6%. I ricavi pubblicitari sono diminuiti anche per la tv (-0,8%), un dato che si conferma negativo per il quinto anno consecutivo.

Per il 2016 si prevede una situazione di miglioramento per l’advertising nel nostro Paese, grazie a un crescita complessiva delle vendite stimata intorno al+2,4%, guidata da una ripresa delle tariffe televisive (+2,1%) e dei media digitali (+8%).
I ricavi relativi al mezzo stampa, invece, continueranno a diminuire (-5%). La radio registrerà una crescita moderata (+1,6%), mentre l’affissione diminuirà rispetto ai dati registrati in occasione di Expo (-2,5%).

Le vendite relative ai mezzi pubblicitari digitali sono cresciute del +17%(160 miliardi di dollari) a livello globale nel 2015. Ci si aspetta una crescita importante anche per il 2016 (+13,5%) trainata dalla pubblicità su mezzi mobile (+42%), formati video (+35%) e formati social (+31%), mentre la vendita di formati banner sarà ristagnante (-2%) a causa del blocco dell’adv e la concorrenza di altri formati.
I ricavi digitali globali raggiungeranno una quota di mercato pari al 38%entro la fine del 2017, superando la tv (37%). Il formato digitale è destinato ad essere il primo media entro il 2017, un anno in anticipo rispetto alle stime precedenti.

La pubblicità mobile rappresenta ad oggi il 33% della pubblicità digitale totale e raggiungerà il 55% entro il 2018, a seguito del rapido cambiamento nelle strategie di utilizzo dei media digitali e della loro pianificazione.

(fonte ninjamarketing.it)

martedì 16 dicembre 2014

2014: un anno di ricerche su Google

Come sempre accade alla fine di ogni anno, Google ripercorre il 2014 stilando una serie di classifiche relative ai termini più digitati sul motore di ricerca. Focalizzando l’attenzione sull’Italia, emerge un interesse particolare verso i Mondiali di calcio andati in scena in Brasile, così come nei confronti di alcuni personaggi che ci hanno lasciati nel corso degli ultimi dodici mesi, dall’attore Robin Williams allo scrittore Giorgio Faletti.


Il nostro paese si conferma un territorio particolarmente attento alle novità provenienti dal mondo tecnologico, come dimostrano le tante query inoltrate per iPhone 6 e la ricerca di chiarimenti su selfie e moduli NFC. La diffusione del virus Ebola è un altro argomento capace di suscitare un forte interesse, oltre agli incidenti che hanno coinvolto i piloti Michael Schumacher e Jules Bianchi. Quelli per fare barbecue, ciambelle, tortellini e sugo sono invece i tutorial più consultati, a dimostrazione dell’interesse rivolto dagli italiani nei confronti della cucina. C’è poi chi si affida a bigG per sapere perché si soffre o perché si arrossisce, oppure il motivo per cui oltre mezzo secolo fa ha preso il via la guerra in Vietnam.

Parole
  1. Mondiali 2014;
  2. iPhone 6;
  3. Robin Williams;
  4. Grande Fratello;
  5. Istanze on line;
  6. Ebola;
  7. Schumacher;
  8. La Grande Bellezza;
  9. Temptation Island;
  10. Sanremo 2014.
Star dei mondiali
  1. Cristiano Ronaldo;
  2. Diego Costa;
  3. Ciro Immobile;
  4. David Luiz;
  5. Fernando Torres;
  6. Andrea Pirlo;
  7. Dani Alves;
  8. Thiago Motta;
  9. Manuel Neuer;
  10. Cesare Prandelli.
Personaggi
  1. Robin Williams;
  2. Michael Schumacher;
  3. Giorgio Faletti;
  4. Veronica Maya;
  5. Jennifer Lawrence;
  6. Robbie Williams;
  7. Paolo Villaggio;
  8. Philip Seymour Hoffman;
  9. Conchita Wurst;
  10. Jules Bianchi.
Mete di vacanza
  1. Gozo;
  2. Sochi;
  3. Pesaro;
  4. Pozzallo;
  5. Pag;
  6. Tropea;
  7. Metaponto;
  8. Varazze;
  9. Krk;
  10. Cattolica.
Perché
  1. Vengono le blatte;
  2. Pepa muore;
  3. Bugiardino;
  4. Energie rinnovabili;
  5. Si soffre;
  6. Vengono i pidocchi;
  7. Guerra Vietnam;
  8. Porcellum incostituzionale;
  9. Piango sempre;
  10. Si arrossisce.
Ricette
  1. Chiacchiere;
  2. Piadina romagnola;
  3. Castagnole;
  4. Brownies;
  5. Rainbow cake;
  6. Uova ripiene;
  7. Guacamole;
  8. Bagels;
  9. Crema vulcanica;
  10. Sanguinaccio.
Biglietti
  1. Milan Juventus;
  2. Rolling Stones;
  3. Milan Inter;
  4. Italia Croazia;
  5. Jovanotti 2015;
  6. Catania Juventus;
  7. Italia Olanda;
  8. Tomorrowland 2014;
  9. Expo 2015;
  10. Violetta.
Parole associate a 2014
  1. Mondiali 2014;
  2. Oscar 2014;
  3. Elezioni europee 2014;
  4. Amici 2014;
  5. Grande Fratello 2014;
  6. Elezioni comunali 2014;
  7. Miss Italia 2014;
  8. Lotteria Italia 2014;
  9. Imu 2014;
  10. Coppa Italia 2014.
Cosa significa
  1. Selfie;
  2. P.v.;
  3. NFC;
  4. Giargiana;
  5. Virale;
  6. Umts;
  7. Sms;
  8. Inps;
  9. Ortodosso;
  10. Xoxo.
Come fare
  1. Barbecue;
  2. Ciambelle;
  3. Refil;
  4. Tortellini;
  5. Malocchio;
  6. Sugo;
  7. Orecchini;
  8. Politica;
  9. Scoubidou;
  10. Hennè.