venerdì 18 marzo 2016

Facebook Ads e la rivoluzione mobile

Dove sta andando la pubblicità mobile e che ruolo ha un colosso come Facebook Adsnello scenario dell’advertising mobile?

Partiamo da alcuni dati: nel 2015 la pubblicità mobile è cresciuta del 53%rispetto all’anno precedente con volumi pari a 462 milioni di euro: ben il 21% della quota di online advertising, secondo un recente report dell’osservatorio Mobile B2c Strategy del Politecnico di Milano. Il dato che sorprende maggiormente, però, è che il 60% degli introiti pubblicitari sono raccolti dai Social, in primis Facebook. Del resto, il 2015 è stato per Facebook l’anno della consacrazione mobile: si stima che del miliardo di utenti che ogni giorno usa Facebook, ben 934 milioni di persone vi accedono da un dispositivo mobile. 

Considerando gli introiti record del 2015 – una crescita del 44% rispetto al 2014 e il raggiungimento dell’impressionante record di 17.93 miliardi di dollari di fatturato, il 78% dei quali derivante dalla pubblicità mobile– è chiaro che Facebook sia stata l’unica piattaforma ad aver saputo monetizzare la pubblicità mobile nella maniera più efficiente.

Quali sono, dunque, i vantaggi competitivi della pubblicità su Facebook e perché tali contenuti pubblicitari riescono ad offrire una esperienza di navigazione soddisfacente su smartphone?

Cominciamo da un primo, essenziale, dato: la pubblicità su Facebook non è invasiva. Il contenuto sponsorizzato è parte del flusso di conversazioni della Newsfeed ed ha un orientamento squisitamente nativo. Non interrompe l’attività di consultazione degli utenti e può attrarre l’attenzione degli utenti con un visual accattivante o un video agevolmente fruibile da smartphone. Non solo: la piattaforma Facebook Ads dispone di una vasta gamma di strumenti pubblicitari – dall’Offerta alla pubblicizzazione di un evento, dalla promozione di video o di post organici, a più complesse campagne orientate alla performance o a guidare il traffico sul sito – e di molteplici opportunità per customizzare l’audience di riferimento, seguendo metodologie di retargeting o di definizione del pubblico look alike
La potenza di questi strumenti consente di realizzare un contenuto pubblicitario sempre pertinente, scalabile ed estremamente preciso nella definizione dei destinatari. 

C’è poi un’altra considerazione da fare: la piattaforma Facebook Ads non concepisce la pubblicità mobile come una mera fonte addizionale di traffico o peggio come un derivato della pubblicità di desktop. Il mobile è molto più di questo e a Palo Alto hanno imparato bene la lezione su quanto siamo in sintonia con il nostro smartphone e quanto frequentemente nell’arco di una giornata sia consultato: una vasta pluralità di micro-momenti in cui il contenuto pubblicitario deve integrarsi con il flusso di informazioni, attrarre l’attenzione dell’utente e focalizzarsi sull’obiettivo dell’engagement. In questa prospettiva, Facebook Ads è uno strumento formidabile, qualunque sia il formato visual prescelto – immagini, carousel o video – e l’obiettivo della campagna pianificata.

(fonte insidemarketing.it)

lunedì 29 febbraio 2016

Il boom del native advertising: +156% nei prossimi 5 anni

Il native advertising conquisterà nel 2020 il 52% del mercato display advertising in Europa, grazie a una crescita nei prossimi 5 anni del 156%. E’ quanto emerge dallo studio “Native Advertising in Europe to 2020”, realizzato da Yahoo e Enders Analysis.

Un ritmo di crescita così sostenuto, secondo la ricerca, è principalmente dovuto al cambiamento del comportamento dei consumatori e, in particolare, al sempre più pervasivo utilizzo di smartphone e tablet per la ricerca e la fruizione di contenuto.

Come conseguenza di questa tendenza, la maggior parte degli investimenti in native advertising sarà su mobile, con una previsione di spesa, secondo lo studio, pari a 8,8 milioni di euro in Europa entro il 2020: quasi sei volte gli 1,5 milioni spesi nel corso del 2015.

L’aumento della fruizione di contenuto via social media sarà uno dei principali driver di questa crescita, con un incremento pari al 300% nel native social network advertising entro il 2020, passando cioè dagli attuali 2 miliardi a 6,3. Inoltre, la fruizione sempre più forte dei video vedrà raddoppiare gli investimenti in formati video in-stream, passando dai 2,4 miliardi del 2015 ai 5,1 del 2020.

Lo studio sottolinea i benefici del native advertising sia per gli editori - che vedono la creazione di formati esclusivi come un mezzo per differenziare le loro offerte - sia per i professionisti dell’advertising e delle agenzie, che lo vedono come un modo per migliorare performance ed efficienza.

La ricerca evidenzia inoltre il grande potenziale del native advertising nel diminuire l’impatto dell’ad-blocking, data la sua più bassa propensione a essere rilevato da questo tipo di software. Sebbene non sia del tutto immune, il native advertising rappresenta un’opportunità concreta per il mercato per stabilire nuovi standard per un formato basato sulle preferenze degli utenti, dando loro meno motivi per bloccare gli annunci.

“Gli utenti mobili stanno influenzando rapidamente il modo di fruizione dei contenuti e questo rappresenta una grande opportunità per chi fa adv - afferma Nick Hugh, Vp Emea di Yahoo - Il native è un format estremamente efficace sui piccoli schermi e crea un’esperienza più capace di generare interazione e più contestuale. E’ una soluzione scalabile per gli editori e un’opportunità creativa e misurabile per i professionisti dell’adv che offre una soluzione ottimale da entrambe le parti”.

“Il Native advertising sembra essere una di quelle rare situazioni win-win per il mercato - siottolinea Joseph Evans, digital media analyst presso Enders Analysis - più efficacia per i professionisti dell’adv, più valore per gli editori e maggiore gradimento da parte degli utenti. Essendo perfetto per i contesti mobile, social e video mobile, significa che la crescita nel native contribuirà a spingere gli investimenti nella pubblicità digitale display”.

(fonte corrierecomunicazioni.it)

lunedì 15 febbraio 2016

Cosa si intende per Social Media Marketing...

Il Social Media Marketing è un ottimo strumento per aumentare la popolarità e diffondere il proprio marchio, prodotto e servizi, ad un grande numero di clienti sempre più in aumento attraverso i Social Network (Facebook, Twitter, Google+, LinkedIn ecc dcc…).

La presenza sui social è fondamentale e proficua perché una notizia che in condizioni normali si diffonderebbe dopo un bel po’ di tempo, grazie ai social si diffonde nel giro di pochissimo ricoprendo un numero enorme di utenti.

La vera forza dei social è il passaparola online, grazie ai semplici pulsanti “Mi Piace” o “Condividi”. Sui social sono gli utenti a decretare il successo o meno di un servizio, condividendo o lasciando un commento.

Sicuramente una buona strategia di web marketing deve prevedere, oltre all’interazione tramite social, anche un sito ben indicizzato e un blog da tenere sempre aggiornato. Infatti l’attività di SEO e Social Media Marketing devono camminare sempre di pari passo. Infatti sia i contenuti del blog che del sito e sicuramente anche i contenuti social devono essere aggiornati molto spesso.

I social oggi sono da considerare come una piazza virtuale dove si discute, ci si confronta e si interagisce con il cliente o possibili tali. Si tratta di una comunicazione fondata sul dialogo, dove è importante saper ascoltare e dare risposte.

mercoledì 3 febbraio 2016

Web e social media: nuove sfide del marketing...

Innovazione digitale: Web e Social Media hanno modificato il Marketing in modo irreversibile ma non tutte le aziende sono in grado di raccogliere la sfida.

L’informazione si è fatta sempre più “digital” e alle imprese sono richieste competenze nuove e diversificate con la necessità di un supporto specialistico con cui coordinare i processi d’innovazione, mettendo a punto nuovi modelli di business e nuovi modelli organizzativi.

“C’è un grande bisogno di mettere a disposizione delle aziende che vogliono essere al passo con i tempi competenze sui modelli strategici della comunicazione con due modalità differenti ma complementari, la consulenza ed il coaching, in modo da rispondere ai bisogni ed ai trend in continuo cambiamento” dichiara Delia Caraci, responsabile di Digitalsfera, società di consulenza e formazione digitale, pioniera nel campo della formazione e dell’aggiornamento aziendale.

In effetti i servizi a cui le aziende possono, e hanno bisogno di accedere, sono molteplici per stare al passo coi tempi. Si va dal Branding per l’organizzazione strategica degli strumenti comunicativi (online e offline) al Social Media Marketing per essere presenti online con adeguati profili aziendali, passando per Blogging e Content Curation. Paroloni che a molti fanno ancora storcere il naso, ma che sono fondamentali per mantenere alta la competitività delle aziende in un mondo a doppia anzi, tripla velocità.

Per superare le sfide del marketing bisogna sforzarsi di trovare un equilibrio tra le richieste e gli obiettivi dell’azienda e la mission e i valori a cui fa riferimento. Sfruttare appieno le potenzialità dei social, spingendosi oltre le ricette già utilizzate da altri.

(fonte insidemarketing.it)

giovedì 21 gennaio 2016

Imprese e Social Marketing: un legame di successo...

Email, sito Web, Social marketing: il successo delle imprese è frutto di ingredienti che, sapientemente combinati tra loro, sono capaci di far lievitare il fatturato oltre ogni aspettativa.

Secondo un’indagine condotta da Co.Mark, infatti, una corretta campagna Dem (Direct Email Marketing), un sito Web nella top 5 delle parole chiave e una efficace strategia di Social Media Marketing possono legarsi ad un terzo del fatturato aziendale, portando il marketing oltre le frontiere tradizionali.

La società bergamasca ha realizzato uno studio su alcune PMI della subfornitura plastica, cercando una relazione tra quote di fatturato e politiche commerciali messe in atto. Il marketing tradizionale resta maggioritario, ma sembrano in costante crescita le imprese trainate dall’utilizzo del giusto mix del social marketing.

IL SITO WEB – Si tratta di un fondamentale strumento, deve essere costantemente aggiornato ed utilizzato al fine di curarne la posizione e balzare sempre nella top list dei motori di ricerca. L’azienda può utilizzare software autonomi o anche professionisti specializzati a cui appaltare l’attività, a patto di comprendere le reali potenzialità che questo può offrire al proprio successo.

LE MAIL – La comunicazione via mail riveste un ruolo di primaria importanza, purché si tratti di messaggi sintetici e dotati di un contenuto preciso e intrigante, oltre che funzionale a ricevere informazioni di interesse.

I SOCIAL – Stesso discorso, ovviamente, per il comparto Social. In questo ambito, se Facebook e Twitter si rivelano autentici fari delle campagne di Social Marketing, una particolare menzione va di diritto a Linked In: è tramite il social network del lavoro, infatti, che le imprese incrementano la propria visibilità e riescono allo stesso tempo a cercare in tempi rapidi le risorse umane di cui necessitano. Un particolare rilevante, se si tiene conto della rapidità con cui si muove il mercato da tutti i punti di vista.

Come spiega Andrea Giorgi, della Giorgi Engineering di Milano, nel giro di sei mesi le aziende hanno imparato ad utilizzare correttamente le leve di social media marketing, hanno iniziato rapidamente ad assumere tramite Linked In, e si sono dotate del temporary manager: si tratta di una nuova figura professionale, figlia dell’evoluzione in atto, che si occupa della cura dei contatti tramite email mirate, delle newsletter e della gestione del posizionamento. Sebbene sia presto per parlare di risultati, è comunque possibile parlare di un aumento dell’efficacia e di un risparmio in termini di costi e tempo da dedicare alle procedure.

Uno studio che dimostra, laddove ce ne fosse ulteriormente bisogno, l’importanza strategica di una corretta campagna di Social Marketing: aspetti che nessuno è più in grado di ignorare e che si candidano sempre più al ruolo di guida nella ricerca di un successo aziendale solido e duraturo.


(fonte insidemarketing.it)

lunedì 18 gennaio 2016

La pubblicità online sta cambiando ma non servono nuove regole...

In Inghilterra l’Advertising Standards Authority (Asa), l’autorità che regolamenta e controlla la pubblicità (sui media e non solo) ha chiesto e ottenuto la rimozione di un contenuto apparso su Buzzfeed Uk, l’edizione locale del celebre sito di news e intrattenimento statunitense che secondo alcune stime varrebbe 1,5 miliardi di dollari.

Il motivo dell’azione è una comunicazione poco trasparente verso i lettori. Il 7 ottobre 2015 Buzzfeed Uk aveva pubblicato l’articolo, ora rimosso, “14 Laundry Fails We’ve All Experienced” (14 esperienze negative in lavanderia che tutti noi abbiamo vissuto). Come accade per diversi contenuti di Buzzfeed, questo era sponsorizzato: nello specifico da Dylon, azienda del gruppo Henkel.

Il modello di business di Buzzfeed, infatti, non prevede i classici banner ma articoli sponsorizzati dagli inserzionisti. In questo modo è possibile sfruttare la grande comunità che segue la media company americana sui vari social network, primo fra tutti Facebook: al contrario di un banner, un articolo può essere socializzato e questo rende felici gli investitori che attraverso Buzzfeed raggiungono, con i loro brand, tantissimi utenti.

Tornando a “14 Laundry Fails”, come al solito (e come logico) Buzzfeed aveva segnalato il nome dell’investitore, Dylon appunto. Ma, mentre in homepage era segnalato “promosso da”, nella pagina del contenuti l’etichetta era “brand publisher”: inoltre, nell’articolo si parlava anche dei prodotti Dylon per evitare i 14 incidenti. Asa ha quindi contestato a Buzzfeed di non essere stata sufficientemente chiara, soprattutto perché – proprio grazie ai social media e ai motori di ricerca – non è più scontato che gli utenti arrivino alla pagina di un articolo attraverso la homepage. Buzzfeed ha fatto notare che ancora non esistono delle regole chiare per questo genere di contenuti sponsorizzati (branded content) o promozionali (native advertising), che stanno acquisendo sempre più importanza anche per la crescita degli strumenti di ad-blocking che consentono ai lettori di rimuovere i banner dagli articoli.

Il punto è proprio questo. In un mercato pubblicitario che sta velocemente cambiando, soprattutto sul digitale, è necessario rivedere e aggiornare le norme che regolano le inserzioni pubblicitarie e – in generale – i rapporti che legano editori e investitori.

Ma non servono nuove regole di cui ogni tanto si parla. Un settore come quello dei media in rapida mutazione non necessita di lacci che ne frenerebbero lo sviluppo. E la velocità del cambiamento renderebbe delle regole già vecchie prima di entrare in vigore. Basterebbe solo applicare del buon senso, avendo chiare due cose: 1) siamo in un mercato globale dove per esempio anche player stranieri pubblicano articoli sponsorizzati in italiano; 2) è necessario essere trasparenti per tutelare i lettori e la qualità dell’informazione, anche quella degli inserzionisti.

(fonte wired.it)

giovedì 14 gennaio 2016

Come si muoverà il mercato dell’advertising nel 2016...

Il mondo della pubblicità sarà interessato da un'importante crescita nel 2016, con un focus particolare riguardante i media digitaliQuali saranno gli scenari futuri che interesseranno il mondo dell’advertising?

Magna Global, la strategic global media unit del gruppo IPG Mediabrands, ha rilasciato negli scorsi giorni l’ultima edizione del report relativo alle previsioni del mercato della pubblicità per il 2016. 
Nel suo rapporto sul mercato della pubblicità globale, Magna Global ha previsto che nel 2016 il mercato mondiale dell’advertising crescerà grazie alla stabilizzazione dell’economia e alla spesa incrementale generata da eventi non ricorrenti, come le elezioni negli Stati Uniti, gli Europei di calcio e le Olimpiadi in Brasile.
La crescita relativa alla vendita di spazi pubblicitari è stimata al +4,6% per un totale di 536 miliardi di dollari. In Italia, nel 2016, la crescita dei media digitali e la ripresa delle tariffe tv incideranno positivamente sulla spesa riguardante la voce pubblicità: +2,4%.

Scopriamo ora insieme quali saranno i principali trend e i paesi interessati, nell’ormai imminente 2016.

Nel 2015 in Europa Occidentale i ricavi pubblicitari sono cresciuti per il secondo anno consecutivo (+2,9%) per un totale di 110 miliardi di dollari. La crescita più forte è stata registrata nel Regno Unito (+6,4%) e in Spagna(+8,8%), dove la spesa relativa alla televisione e ai media digitali continua a crescere. Altri mercati di grandi dimensioni come la Germania e l’Olanda sono cresciuti moderatamente (rispettivamente +2% e +3%), mentre l’Italia e la Francia restano sostanzialmente fermi. Il Regno Unito ha superato la Germania per diventare il più grande mercato europeo relativo agli annunci pubblicitari e il quarto più grande mercato pubblicitario al mondo, dopo gli USA, la Cina e il Giappone.

Nel 2016 il mercato europeo trarrà beneficio dell’evento della Coppa UEFA, ospitata in Francia, che dovrebbe guidare la crescita della spesa relativa al mercato adv.
Secondo le previsioni, i ricavi pubblicitari aumenteranno del +2,5% ($113,4 miliardi).
Ancora una volta il Regno Unito, la Spagna e la Germania saranno i maggiori protagonisti della ripresa.

Secondo le stime Magna Global, le concessionarie pubblicitarie italiane hanno aumentato le vendite del +1,2% nel 2015, dato pari a 7 miliardi di euro, mostrando una stabilizzazione dopo quattro anni consecutivi in negativo.

Quest’anno, la categoria dei media digitali ha registrato la crescita più rapida (+8%), mentre i ricavi dell’out-of-home sono cresciuti del 9% grazie a Expo Milano. Anche la radio ha avuto un anno positivo +8%, mentre non si può dire lo stesso per le vendite stampa che hanno un registrato un calo del 6%. I ricavi pubblicitari sono diminuiti anche per la tv (-0,8%), un dato che si conferma negativo per il quinto anno consecutivo.

Per il 2016 si prevede una situazione di miglioramento per l’advertising nel nostro Paese, grazie a un crescita complessiva delle vendite stimata intorno al+2,4%, guidata da una ripresa delle tariffe televisive (+2,1%) e dei media digitali (+8%).
I ricavi relativi al mezzo stampa, invece, continueranno a diminuire (-5%). La radio registrerà una crescita moderata (+1,6%), mentre l’affissione diminuirà rispetto ai dati registrati in occasione di Expo (-2,5%).

Le vendite relative ai mezzi pubblicitari digitali sono cresciute del +17%(160 miliardi di dollari) a livello globale nel 2015. Ci si aspetta una crescita importante anche per il 2016 (+13,5%) trainata dalla pubblicità su mezzi mobile (+42%), formati video (+35%) e formati social (+31%), mentre la vendita di formati banner sarà ristagnante (-2%) a causa del blocco dell’adv e la concorrenza di altri formati.
I ricavi digitali globali raggiungeranno una quota di mercato pari al 38%entro la fine del 2017, superando la tv (37%). Il formato digitale è destinato ad essere il primo media entro il 2017, un anno in anticipo rispetto alle stime precedenti.

La pubblicità mobile rappresenta ad oggi il 33% della pubblicità digitale totale e raggiungerà il 55% entro il 2018, a seguito del rapido cambiamento nelle strategie di utilizzo dei media digitali e della loro pianificazione.

(fonte ninjamarketing.it)

martedì 16 dicembre 2014

2014: un anno di ricerche su Google

Come sempre accade alla fine di ogni anno, Google ripercorre il 2014 stilando una serie di classifiche relative ai termini più digitati sul motore di ricerca. Focalizzando l’attenzione sull’Italia, emerge un interesse particolare verso i Mondiali di calcio andati in scena in Brasile, così come nei confronti di alcuni personaggi che ci hanno lasciati nel corso degli ultimi dodici mesi, dall’attore Robin Williams allo scrittore Giorgio Faletti.


Il nostro paese si conferma un territorio particolarmente attento alle novità provenienti dal mondo tecnologico, come dimostrano le tante query inoltrate per iPhone 6 e la ricerca di chiarimenti su selfie e moduli NFC. La diffusione del virus Ebola è un altro argomento capace di suscitare un forte interesse, oltre agli incidenti che hanno coinvolto i piloti Michael Schumacher e Jules Bianchi. Quelli per fare barbecue, ciambelle, tortellini e sugo sono invece i tutorial più consultati, a dimostrazione dell’interesse rivolto dagli italiani nei confronti della cucina. C’è poi chi si affida a bigG per sapere perché si soffre o perché si arrossisce, oppure il motivo per cui oltre mezzo secolo fa ha preso il via la guerra in Vietnam.

Parole
  1. Mondiali 2014;
  2. iPhone 6;
  3. Robin Williams;
  4. Grande Fratello;
  5. Istanze on line;
  6. Ebola;
  7. Schumacher;
  8. La Grande Bellezza;
  9. Temptation Island;
  10. Sanremo 2014.
Star dei mondiali
  1. Cristiano Ronaldo;
  2. Diego Costa;
  3. Ciro Immobile;
  4. David Luiz;
  5. Fernando Torres;
  6. Andrea Pirlo;
  7. Dani Alves;
  8. Thiago Motta;
  9. Manuel Neuer;
  10. Cesare Prandelli.
Personaggi
  1. Robin Williams;
  2. Michael Schumacher;
  3. Giorgio Faletti;
  4. Veronica Maya;
  5. Jennifer Lawrence;
  6. Robbie Williams;
  7. Paolo Villaggio;
  8. Philip Seymour Hoffman;
  9. Conchita Wurst;
  10. Jules Bianchi.
Mete di vacanza
  1. Gozo;
  2. Sochi;
  3. Pesaro;
  4. Pozzallo;
  5. Pag;
  6. Tropea;
  7. Metaponto;
  8. Varazze;
  9. Krk;
  10. Cattolica.
Perché
  1. Vengono le blatte;
  2. Pepa muore;
  3. Bugiardino;
  4. Energie rinnovabili;
  5. Si soffre;
  6. Vengono i pidocchi;
  7. Guerra Vietnam;
  8. Porcellum incostituzionale;
  9. Piango sempre;
  10. Si arrossisce.
Ricette
  1. Chiacchiere;
  2. Piadina romagnola;
  3. Castagnole;
  4. Brownies;
  5. Rainbow cake;
  6. Uova ripiene;
  7. Guacamole;
  8. Bagels;
  9. Crema vulcanica;
  10. Sanguinaccio.
Biglietti
  1. Milan Juventus;
  2. Rolling Stones;
  3. Milan Inter;
  4. Italia Croazia;
  5. Jovanotti 2015;
  6. Catania Juventus;
  7. Italia Olanda;
  8. Tomorrowland 2014;
  9. Expo 2015;
  10. Violetta.
Parole associate a 2014
  1. Mondiali 2014;
  2. Oscar 2014;
  3. Elezioni europee 2014;
  4. Amici 2014;
  5. Grande Fratello 2014;
  6. Elezioni comunali 2014;
  7. Miss Italia 2014;
  8. Lotteria Italia 2014;
  9. Imu 2014;
  10. Coppa Italia 2014.
Cosa significa
  1. Selfie;
  2. P.v.;
  3. NFC;
  4. Giargiana;
  5. Virale;
  6. Umts;
  7. Sms;
  8. Inps;
  9. Ortodosso;
  10. Xoxo.
Come fare
  1. Barbecue;
  2. Ciambelle;
  3. Refil;
  4. Tortellini;
  5. Malocchio;
  6. Sugo;
  7. Orecchini;
  8. Politica;
  9. Scoubidou;
  10. Hennè.

venerdì 12 dicembre 2014

Google è il miglior posto di lavoro per il 2015

Glassdoor è un sito Web che permette ai dipendenti delle aziende di scrivere una recensione sul proprio posto di lavoro, ovviamente in forma anonima. La piattaforma ha appena stilato la classifica dei migliori ambienti professionali statunitensi per quanto riguarda il 2015 e, come ben comprensibile già dal titolo, in prima posizione c’è Google. Il motore di ricerca si conferma dunque la meta più ambita di chi cerca un impiego in ambito hi-tech

Una precisazione: Glassdoor tiene conto solamente delle aziende con più di 1.000 dipendenti e che ricevono almeno 50 recensioni “certificate” (attraverso un sondaggio interno) per il report in questione. Il gruppo di Mountain View si è piazzato sul gradino più alto del podio, seguito da Bain & Company e Nestlé Purina. Per trovare un’altra realtà operante nell’ambito Web o tecnologico è necessario scorrere l’elenco fino alla 13esima posizione con il social network Facebook. Subito dietro c’è il chipmaker Qualcomm e al 18esimo posto la software house Adobe. Altri nomi noti sono Apple (22esima), LinkedIn (23esima), NVIDIA (36esima) e Bose (46esima). Nessuna traccia, invece, di Microsoft tra i primi 50 piazzamenti.


Così Glassdoor sintetizza ciò che ha permesso a Google di posizionarsi in testa alla classifica. L’esito della ricerca non rappresenta certo una novità per coloro che da qualche tempo seguono queste pagine: negli anni scorsi altri report hanno fornito lo stesso risultato. È l’ennesima dimostrazione di come l’approccio adottato dai vertici di bigG nei confronti del proprio personale, con ambienti studiati in modo da stimolare la creatività e favorire l’impegno nell’attività lavorativa, rappresenti una strategia vincente e un esempio da seguire.

giovedì 11 dicembre 2014

Instagram festeggia i 300 milioni di utenti

Instagram taglia il traguardo dei 300 milioni di utenti attivi superando Twitter. Contestualmente annuncia anche maggiore attenzione verso i falsi account


Instagram, il celebre social network dedicato alla condivisione delle foto, ha annunciato di aver tagliato il traguardo dei 300 milioni di utenti. Un risultato importante soprattutto perché permette al social network di proprietà di Mark Zuckerberg di superare addirittura il numero delle utenze attive di Twitter (284 milioni di utenti ad ottobre). Inoltre, contestualmente, Instagram ha anche fatto sapere di aver migliorato la qualità del servizio che permette adesso di individuare più facilmente i falsi account.

Una crescita davvero rapida quella di Instagram, basti pensare che a marzo gli iscritti reali erano “solo” 200 milioni. La piattaforma, infatti, secondo gli analisti, guadagna circa 360 mila utenti reali ogni giorno. Un risultato che permette di doppiare i valori di crescita di Twitter che si ferma a “solo” 160 mila utenti in più al giorno. I numeri di Instagram sono ancora più interessanti se si sottolinea quanto affermato dallo stesso social network e cioè che in media gli utenti ogni giorno condividono 70 milioni di foto. Il 70% degli iscritti al social network si trova al di fuori degli Stati Uniti e più di 30 miliardi di foto sono state condivise attraverso l’App mobile della piattaforma.
Instagram sta anche lavorando alacremente per liberare la piattaforma dai falsi account e dagli account spam. Proprio per questo, tutti gli account di personalità pubbliche sono verificati e ricevono un badge per la loro autenticità, una soluzione molto simile a quella già presente su Twitter e Facebook.

Il successo di Instagram è oggi molto chiaro, un progetto nato solo 4 anni fa e che oggi può fregiarsi di essere una della piattaforme sociali più popolari della rete. Risultati notevoli di cui Mark Zuckerberg non potrà che esserne contento. L’impero di Facebook che comprende oggi ancheWhatsApp ed Instagram è in continua espansione con una base di utenze in costante e progressivo aumento. Questo significa per Mark Zuckerberg poter aumentare gli introiti pubblicitari e permettere al suo “impero” di incrementare il suo business ed i risultati economici.


venerdì 5 dicembre 2014

Come risparmiare sui pannolini? Attraverso Internet

Amazon Elements è la nuova sezione del marketplace dedicata a pannolini e salviettine per l'igiene dei bambini: il prezzo è ribassato di oltre il 20%.

Amazon ha mosso un passo ufficiale all’interno di un mercato di enorme potenziale: quello deipannolini e dei beni per la cura dell’infanzia. Si parte con pannolini e salviettine, parole all’ordine del giorno per chi abbia in casa un bambini nei primi anni di età e ben sa quanto tutto ciò pesi sul bilancio della famiglia. Amazon punta su questo aspetto per colpire nel segno: andare oltre i grandi brand, sfruttando la propria capacità di distribuzione e facendo leva sulla possibilità di vendere ad un prezzo ribassato rispetto agli standard. La nuova sezione ha anche un nome e una identità a sé stanti: Amazon Elements debutta oggi e apre un nuovo fronte sul quale Amazon allunga la propria ombra.

Amazon Elements sfida Pampers e Huggies

Pampers e Huggies avranno del filo da torcere: secondo le prime indicazioni, il taglio sul prezzo promesso da Amazon sarebbe dal 20 al 40%, peraltro con la possibilità di pianificare gli acquisti senza dover girare per la strada con grandi e ingombranti forniture.
Tutto è iniziato molti anni fa, quando Amazonavvicinò l’arrembante Diapers.com per farne propri i segreti; pochi mesi più tardi legò il proprio nome al marchio Yoyo per i primi esperimenti nel settore; ad anni di distanza si sono palesate le prime opportunità e non si sono fermate nemmeno di fronte alla presenza dei grandi marchi del settore sullo store di Bezos: Amazon farà ora concorrenza interna ai suoi stessi partner, promettendo prezzi inferiori e andando a sfidare poi gli stessi sul piano della qualità.
Morbidezza e capacità di contenimento saranno all’altezza? Questo lo potranno dire soltanto bambini e genitori. Sicuramente quel che Amazon promette è la massima qualità e i migliori standard di produzionemassima cura del dettaglio e perfetta indossabilità per ognuna delle sei taglie disponibili. Il gruppo chiede anche insistentemente il feedback degli acquirenti, lasciando intendere la volontà di migliorare ulteriormente la produzione per giungere ad un livello di eccellenza tale da andare a impensierire anche chi ha fatto del settore una sorta di oligopolio.

Di ogni confezione è possibile sapere tutto o quasi, semplicemente con una scansione del codice a barre attraverso apposita applicazione: dove è stato prodotto, come è stato prodotto, quali materiali contiene, eccetera. Nello specifico la produzione è affidata alla Irving Personal Care, firma alla quale Amazon affida la reputazione della propria offerta. Cotanta trasparenza informativa ha radici e motivazioni profonde: nulla quanto i pannolini sono a stretto contatto con il bambino e la massima informazione su materiali e sistemi adottati può soltanto tranquillizzare e avvicinare nuove famiglie che vogliono il meglio per i propri figli.
L’offerta è riservata agli abbonati ad Amazon Prime, i quali avranno così una nuova esclusiva che va ad impreziosire il valore dell’abbonamento ai servizi del gruppo. Ogni ordine sarà recapitato a casa entro 48 ore ed un ulteriore “Amazon Mum” può consentire un ulteriore risparmio del 20% sul costo complessivo dell’ordine. Il servizio Amazon Elements non sembra essere al momento disponibile in Italia, ma se l’offerta dovesse prendere piede oltre oceano è facile immaginare un’estensione internazionale per un prodotto che per sua natura potrebbe far presa ovunque, soprattutto laddove la crisi economica impone maggiore attenzione al prezzo.

lunedì 1 dicembre 2014

Come riconoscere una notizia falsa su Facebook

Da quando Facebook è il posto più popoloso dopo il pianeta Terra, la condivisione di notizie false, diacchiappalike senza fondo di verità è all’ordine del giorno e sarebbe auspicabile non dover scrivere un tutorial su come distinguere le informazioni corrette da quelle fasulle. E invece.
Tutte le mattine mi aggiorno sul paese reale guardando cos’è successo durante la notte dal flow di Facebook. La prima cosa che salta ai miei occhi è una notizia che ha dell’incredibile: un presunto sequestro di 6 milioni di euro dentro il materasso dove dormivano due bambine rom, sfruttate dai genitori per chiedere l’elemosina.

La prima cosa da fare, di fronte ad un’informazione qualunque su internet è controllare la fonte, come faresti esattamente nella vita reale se uno sconosciuto ti avvicinasse e ti desse una notizia. In questo caso, il sito è generazionesocialnetwork.altervista.org, dunque non solo non è una testata giornalistica ma non è nemmeno un sito con un dominio proprio  bensì una pagina web che un qualunque anonimo davanti ad un computer può creare in 5 minuti, senza alcuna registrazione, utilizzando lo spazio gratuito che fornisce Altervista.
Cercare in rete, in un secondo, mi fuga ogni ragionevole dubbio: digito “campo rom, 6 milioni di euro” su Google, esce fuori solo la pagina di cui sopra. Se la notizia fosse vera, sarebbe chiaramente diramata da tutte le testate giornalistiche, dal Corriere della sera al Giornale, da Repubblica a Libero.
L’articolo bufala, solitamente, mostra immagini a caso, rubate da qualche parte. Quella dei presunti soldi contati dalla Polizia  è presa da un articolo di Repubblica sul ritrovamento di fondi segreti cinesi:
Per non parlare dell’articolo stesso. Citazioni: “Il tutto ha avuto inizio questa mattina a seguito di una denuncia per aggressione presentata da una donna anziana che sosteneva di essere stata aggredita durante la notte da un gruppo di persone con l’accento dell’Est, quasi certamente provenienti dal Campo ROM nelle vicinanze della sua casa.”
Tutto vago. In questo genere di articoli, i nomi non sono mai divulgati. Unica focalizzazione: accento dell’est.
“All’alba i Carabinieri hanno così data il via ad una serie di interrogatori e perquisizioni, non gradite però dalle famiglie ROM che sin da subito si sarebbero scagliate contro gli agenti con l’ausilio di spranghe e sassi.”
Carabinieri senza alcun comando provinciale, focus sulla guerriglia urbana iniziata dai rom.
“A seguito dell’arresto di alcuni giovani ed all’allontanamento dei minori, avrebbero avuto inizio le perquisizioni che hanno portato alla luce un fucile, una pistola e circa 6 milioni di euro in contanti; il tutto occultato all’interno di un materasso messo a terra ed utilizzato per dormire da due bambine di 7 ed 8 anni, quasi sicuramente ignare della fortuna posseduta all’interno del loro “letto” e le quali ogni giorno venivano sfruttate ed inviate dai loro genitori a chiedere l’elemosina nel parchegggio di un supermercato non molto distante.”
Spuntano armi e un racconto da libro Cuore.
“Il tutto ha inizialmente destato molti sospetti viste le condizioni igieniche e le presunte condizioni economiche della famiglia, la quale, sin dal loro arrivo in Italia ha sempre ottenuto un sostegno economico dal Comune, addirittura recandosi per circa due volte al mese alla sede Provinciale per il ritiro dei buoni pasto e la consegna delle bollette per richiedere il pagamento da parte del Comune.”
La famiglia anonima prendeva i buoni pasto e si faceva pagare le bollette del campo rom dal Comune (di Grosseto in questo caso)
Leggendola, vi rendete conto da soli di quanto la notizia sia approssimativa, priva di fondamento reale, creata solo per fomentare l’odio razziale e per fare click. Però, solo stamattina, aveva già 12mila condivisioni.

giovedì 27 novembre 2014

Pubblicità su facebook Napoli

La pubblicità su Facebook aiuta le aziende a raggiungere nuovi clienti e rimanere in contatto con loro. La maggior parte della pubblicità online raggiunge solo il 38% del pubblico a cui è indirizzata. La media di Facebook è l'89%.3. Con i nostri strumenti per le aziende, puoi impostare il tuo budget e creare le inserzioni per raggiungere le persone giuste.

Le inserzioni su Facebook sono uniche. Vengono mostrate a gruppi specifici di persone molto attive su computer e dispositivi mobili. Quando le inserzioni hanno contenuti creativi di qualità e un'adeguata definizione dei destinatari, ottengono più "Mi piace", commenti e condivisioni. Quando una persona interagisce con esse, i suoi amici vedranno l'inserzione, moltiplicandone l'effetto. Quando metti in evidenza i post della tua Pagina o espandi il pubblico delle tue inserzioni, questi contenuti saranno visti da un numero maggiore di persone quando accedono a Facebook.
Siamo qui per aiutarti a creare inserzioni che portino a risultati concreti, qualunque sia il tuo obiettivo: connetterti con più persone tramite la tua Pagina, trovare i clienti giusti per la tua applicazione o promuovere le vendite sul tuo sito Web o nel tuo punto vendita.
Sei ti interessa migliorare la tua visibilità attraverso questo social network affidati ad un gruppo di esperti nella comunicazione.
Publitech Agency Napoli

mercoledì 26 novembre 2014

Cosa Vuol Dire SEO e SEM - NAPOLI

COSA VUOL DIRE SEO A NAPOLI
Con il termine SEO (Search Engine Optimization in inglese) si intendono tutte quelle attività finalizzate ad aumentare il volume di traffico che un sito web riceve dai motori di ricerca.
Le attività SEO in genere si dividono in:
  • ottimizzazione del sito;
  • posizionamento sui motori di ricerca;
  • realizzazione campagne e attività di web marketing e search engine marketing;
  • realizzazione campagne e attività Link Popularity e Link Bulding;
  • realizzazione campagne e attività Keywords Advertising (pubblicità su circuiti Pay Per Click);
  • Web Tracking e Web Analytics (analisi dei dati statistici e conseguente ottimizazione del sito per migliorare il ritorno sull'investimento);
  • realizzazione campagne e attività di Social Media Optimization e Social Media Marketing.
Web Marketing Team è attiva da anni nel campo del SEO e ha acquisito una grande esperienza in diversi campi e mercati su internet, con particolare attenzione al settore Turimo, Educazionale, Internazionale e Vendita di Prodotti e Servizi.
COSA VUOL DIRE SEM A NAPOLI
SEM è l'acrononimo di Search Engine Marketing e si riferisce all'attività di promozione di un sito sui motori di ricerca.
L'obiettivo del SEM è quello di aumentare il numero di visitatori, la visibilità di un sito (principalmente scalando l'indice dei motori di ricerca) e la qualità degli utenti al fine di aumentare il numero di potenziali clienti e quindi il ROI, ritorno sull'investimento.
Fra le attività di SEM:
- pubblicazione di press release;
- pay per click e keyword advertising;
- link building;
- promozione sui siti di social network.
COSA VUOL DIRE SITO WEB 2.O
Con Web 2.0 si indica la presenza di software e applicazioni che permettono una forte interazione da parte dell'utente.
Fra questi si distinguono:
- blog e microblogging
- programmi di sharing di foto, video
- social networks come facebook, myspace, twitter, foursquare, google plus, linkedin.

martedì 25 novembre 2014

Siti Web Napoli - Creazione Sito Web

Creazione siti web Napoli

La nostra Agenzia si occupa della creazione di siti web a Napoli e in tuta Italia, siamo specialisti nella creazione dei siti internet per ogni tua esigenza, analizziamo la tua attività e cerchiamo di inserire la tua attività nel mercato del web attraverso siti web Vetrina, per una presentazione generale, realizziamo siti Web E-Commerce per aumentare le vendite della tua attività ed inoltre cerchiamo di posizionare il tuo sito nel miglior modo possibile per renderlo visibile dai motori di ricerca, ma in particolare da google.

Gestione dei Social Network - Facebook - Twitter - Youtube - Blog

L’agenzia Publitech Napoli inoltre si occupa della gestione e promozione delle pagine social nel dettaglio l’agenzia si occuperà di :

1.    Creare una banca dati per ogni settore specifico che si pubblicizza
2.    Creazione Pagina Fan Facebook ( qualora non sia già esistente )
3.    Creazione Pagina Fan Google Plus ( qualora non sia già esistente)
4.    Aggiornamento giornaliero delle pagine Fan gestite attraverso Post, news, promozioni

5.    Invio periodico di newsletter

Per ricevere maggiori informazioni Contattaci : 081 191 39 126 - 328 13 33 330
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